Tratto da “Riforma.it” il quotidiano delle chiese evangeliche battiste, metodiste e valdesi in Italia 

04 maggio 2018

La biografia di Lutero sarà presentata al Circolo dei Lettori lunedì 7 maggio alle 18 da Alessandro Barbero e don Andrea Pacini

«Si è da poco chiuso l’”anno luterano” e si può affermare che chiuda in bellezza con l’uscita di una ricca e documentatissima biografia di Lutero, dovuta alla penna di Silvana Nitti, napoletana, attivo membro della chiesa metodista e docente di Storia del Cristianesimo e delle Chiese presso l’Università «Federico II» del capoluogo campano», ricordava il pastore Paolo Ribet nella bella recensione pubblicata su Riforma.it, proprio in occasione dell’uscita del volume: Lutero, Salerno Editrice 2017, pp. 527, euro 29.

527 pagine che saranno presentate nel più bel salotto letterario di Torino, Il Circolo dei Lettori,  lunedì 7 maggio alle 18 e dove l’autrice dialogherà con lo storico Alessandro Barbero e don Andrea Pacini, docente di Introduzione alla Teologia e di Teologia orientale alla Facoltà teologica dell’Italia settentrionale e di Cristologia all’Istituto Internazionale San Giovanni Bosco di Torino. A moderare l’incontro, il giornalista di Riforma.it e dell’Agenzia stampa Nev Gian Mario Gillio.

«Non è che in questi ultimi dodici mesi – proseguiva il pastore Ribet – siano mancati i testi dedicati alla Riforma e al teologo di Wittenberg, anzi, sono comparse nelle librerie decine di libri su questo tema, alcuni mediocri, se non addirittura irritanti, altri molto validi. Tra questi ultimi, trova sicuramente posto il Lutero di Nitti che è stato accolto con grande favore anche sulla stampa nazionale. E con merito, direi – per varie ragioni. Innanzitutto è scritto bene, e non è un’osservazione superficiale. Nitti, infatti, prende per mano i lettori e li conduce anche attraverso questioni complesse con uno stile piano e accattivante, per cui si arriva alla fine delle oltre 500 pagine con relativa facilità. In secondo luogo – prosegue Ribet –, l’autrice ha deciso di raccontare tutta la vita del riformatore. Anche questa non è una cosa scontata. Infatti, diversi autori, del passato, come Lucien Febvre o Giovanni Miegge, e del presente, come Adriano Prosperi, hanno preferito fermarsi nel loro racconto ai primi anni dello scontro con il papato, ritenendo che il riformatore abbia detto tutto ciò che aveva da dire nei quattro anni che vanno dall’affissione delle 95 tesi (1517), alla sua comparizione davanti all’imperatore Carlo V a Worms (1521). Come se nei 25 anni successivi egli non avesse fatto altro che ripetere quanto già scritto, o, peggio, si fosse involuto, perdendo la sua carica e forza rivoluzionaria. Questo lo si noterebbe soprattutto nei due capitoli più spinosi, per il lettore moderno, della vita del riformatore: la guerra dei contadini e il rapporto con gli ebrei».

A sorpresa, il 6 dicembre del 2017, il libro ricevette da Il Foglio, grazie alla lusinghiera recensione di Giuliano Ferrara, il titolo di «Libro dell’anno». L’autrice, per Ferrara, «sa scrivere da Dio» e il volume è «un racconto superbo, rigoroso e un po’ magico, con i diavoli, gli anticristi, le oche, i bambini, gli escrementi, il fulgore del genio teologico, la coscienza libera e obbediente, la Scrittura, la Fede, la giustificazione dell’uomo che è salvo e peccatore, la modestia dell’insegnamento e l’arte sublime della predicazione, una lingua viva e ardente, opuscoli e libri per un’opera omnia gigantesca, lettere sublimi, cavalli, carrozze, araldi imperiali, calcoli renali, stitichezze, tentazioni, la carne, l’amore di sé, la collera, la foresta, i castelli, gli uccelli, le lepri, la ribellione, il bando di Carlo V, la scomunica del Papa, i cardinali tomisti e quelli protoluterani, il sacerdozio universale che abolisce i preti, la fine del monachesimo, i venditori di riscatto dai peccati, i banchieri, l’edificazione, una nuova famiglia cristiana, i principi savi e convertiti, la scuola dei pastori, i fanatici e gli spiritualisti, la rivoluzione contadina soffocata nel sangue, gli ebrei mai conosciuti ma prima accettati come radice della fede veterotestamentaria e poi odiati con calore abissale, le reliquie, i roghi, l’apocalisse, il regno che viene, la fine dei tempi, i conventi trasformati in pensionati per studenti e professori, la solidarietà, l’odio teologico che è il più grande che ci sia, la diffidenza, l’amicizia, l’amarezza, la vecchiaia, l’amore coniugale e quello paterno, e tutto che ruota intorno a una personalità che ha la forza di un ritratto di Lucas Cranach, tutto che ruota intorno a un raggio di tre quattrocento chilometri che ha per centro la modesta cittadina universitaria di Wittenberg, con una sorpresa finale: metà dei cristiani nel mondo è oggi, cinquecento anni dopo, di fede evangelica o riformata, insomma viene da lui, da Lutero come ispirazione e fonte originaria».

Ora, non resta che presentarsi a Il Circolo dei Lettori lunedì alle 18 per saperne di più.

Silvana Nitti insegna Storia del cristianesimo e della chiesa all’Università «Federico II» di Napoli. Tra le sue opere, Auctoritas – L’Assertio di Enrico VIII contro Lutero (Edizioni di Storia e letteratura, Roma, 2005); Come si devono istituire i ministri della chiesa (1987) e Messa, sacrificio e sacerdozio (1995), questi ultimi editi da Claudiana.

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