Da NEV del 15 maggio 2019

In occasione della ricorrenza, riconosciuta dall’Unione europea e dalle Nazioni unite, diverse veglie di preghiera sono state organizzate da protestanti e cattolici per contrastare l’odio verso omosessuali, transessuali e bisessuali

Il 17 maggio è la Giornata internazionale contro l’omofobia, la bifobia e la transfobia, una ricorrenza riconosciuta dall’Unione europea e dalle Nazioni Unite che si celebra dal 2004 in tutto il mondo. In Italia, diverse veglie di preghiera sono state organizzate da protestanti e cattolici per contrastare l’odio verso omosessuali, transessuali e bisessuali.

La Rete evangelica fede e omosessualità (REFO) e la Commissione fede e omosessualità delle chiese battiste, metodiste e valdesi hanno predisposto una liturgia e delle proposte di preghiere che le diverse chiese che aderiscono alla Giornata possono utilizzare. Numerose le iniziative previste: culti, fiaccolate, preghiere ed eventi a Trieste, Palermo, Napoli, Bergamo, Milano, Ragusa, Venezia e altre città.

A Roma, la REFO, in collaborazione con il gruppo Cammini di Speranza, composto da persone LGBT cattoliche, e con la Comunità di base di San Paolo, ha organizzato una veglia di riflessione e preghiera ecumenica il 17 maggio 2019. L’appuntamento è alle 20 presso la parrocchia di san Fulgenzio, in via della Balduina 296.

Il testo di riferimento che accomuna, quest’anno, tutte le realtà cristiane sensibili alle tematiche riguardanti le discriminazioni, è Isaia 43, 1-4a: “Per me sei molto prezioso, io ti stimo e ti amo”. La base omiletica ed esegetica riguarda l’amore di Dio per tutte le sue creature e la considerazione che la chiesa è chiamata a concretizzare questo amore, senza discriminazioni. Si tratta di “un versetto carico di forza perché ci ricorda che l’amore di Dio non è esclusivo di alcune categorie di persone, ma è per tutto il popolo che vive sulla terra. Ognuno è prezioso agli occhi di Dio e quindi non abbiamo nulla da temere” ha dichiarato la pastora Daniela Di Carlo, componente della Commissione fede e omosessualità, in un articolo su Riforma.it.

“L’omofobia dovrebbe diventare un reato. La società civile, così come fanno le chiese, dovrebbe prendere una posizione ben precisa, netta, di condanna all’odio e alla discriminazione” ha affermato il presidente REFO, Giorgio Rainelli, nello stesso articolo. E ancora Di Carlo: “Ogni chiesa può dare una testimonianza di quanto sia importante combattere l’omofobia, la bifobia, e la transfobia, vere e proprie malattie delle relazioni umane, sentimenti distruttivi che minano l’amore fraterno. L’amore di Dio è rivolto a tutte e tutti, non conosce genere, etnia o orientamento sessuale. Ricordarselo potrebbe tornare utile, in questi tempi in cui l’intolleranza dilaga e in cui si moltiplicano le violenze di genere e verso tutte le minoranze. Un amore che non esclude, cosa che invece ancora oggi alcune chiese si ostinano a fare, allontanando le persone omosessuali, bi o transessuali, costringendole a vivere una fede di nicchia, personale e meno comunitaria”.

Sul tema, è intervenuta anche la teologa Elizabeth Green sulla rivista dehoniana Il Regno, fondata dalla Congregazione dei sacerdoti del Sacro Cuore. Citando Simone de Beauvoir, Green ricorda come l’uomo bianco non ha esitato a rendere oggetto, oltre alle donne, anche i neri e gli ebrei. “L’analisi di de Beauvoir è illuminante – afferma Green –: per dominare gli uomini di altre categorie sociali essi vengono femminilizzati! Come donne, dunque, ci troviamo socialmente e simbolicamente all’intersezione di diverse istanze di esclusione sociale, inclusa ovviamente quella esercitata nei confronti delle persone omo e transessuali”.

Per ulteriori informazioni sugli appuntamenti della Giornata internazionale contro l’omofobia, la bifobia e la transfobia, clicca QUI.

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