Da NEV del 27 maggio 2019

All’indomani della consultazione metodista, emergono nuove parole, nuove proposte e riflessioni
Si è chiusa ieri a Ecumene (Velletri, Roma) l’annuale Consultazione metodista che ha visto insieme numerosi esponenti religiosi e ospiti.
“È stata una Consultazione partecipata e corale di tutti i presenti. Un momento importante di riflessione comune, incontro, scambio, valutazione e rimotivazione – ha dichiarato all’Agenzia NEV Mirella Manocchio, presidente del Comitato permanente dell’Opera per le chiese metodiste in Italia (OPCEMI) –. Questo denota la volontà di riflettere insieme su temi e parole che riteniamo centrali per la nostra testimonianza”.
Durante la consultazione, sono stati affrontati numerosi argomenti: “A partire dal culto, fino all’esigenza di ri-comprenderci come comunità con nuovi modelli – ha proseguito Manocchio – come ad esempio quelli che si stanno sperimentando con successo in Germania e Inghilterra, cioè le fresh expressions di cui ci ha parlato Barry Sloan, rappresentante della Chiesa metodista di Gran Bretagna”.
Queste nuove espressioni comunitarie vedono la creazione di spazi come bar, birrerie, oppure la rivisitazione dei luoghi di culto aperti a attività diverse, culturali, sportive o ricreative, con “motivazioni differenti a quelle delle nostre chiese. Le fresh expression invece, in modo più vicino al metodismo originario e che oggi chiamerei movimento metodista 5.0, hanno un’idea ‘missionale’, cioè di missione, in cui si va dove sono le persone. Si va ‘fuori’, non per portare persone ‘dentro’ le chiese, ma per instaurare una relazione, parlando un linguaggio comprensibile, magari anche spirituale, attraverso cui sia possibile dialogare, porsi domande e poi, eventualmente, fare anche delle scelte di fede”.
Una parte importante dei lavori si è concentrata sulla vita della chiesa, sugli stabili, sulle contribuzioni, sul lavoro sui territori, per testare “lo stato di salute e il modo in cui strutturiamo e sosteniamo la nostra testimonianza”.
Due i punti interessanti sul piano delle proposte future: “Guardare nuovamente alla povertà, non solo economica, ma anche di valori e spirituale. E poi, la sostenibilità e l’ambiente, non a ricalco di quello che vediamo con i Friday for future sollecitati da Greta Thunberg, ma ripartendo da ciò che le grandi assemblee ecumeniche internazionali hanno iniziato a fare, oserei dire profeticamente, negli anni ‘80 e ’90, ad esempio sul clima legato alla giustizia sociale. Sono temi da riprendere a piene mani. E serve una mobilitazione generale delle chiese e delle comunità locali che devono ripensare le loro attività, anche in collaborazione ecumenica con cattolici e ortodossi”.
Alla Consultazione metodista hanno partecipato circa 60 rappresentanti e ospiti, fra cui il moderatore della Tavola valdese, Eugenio Bernardini, la segretaria della Federazione giovanile evangelica in Italia (FGEI), Annapaola Carbonatto, una delegazione della Chiesa coreana di Venezia Mestre.
Il culto inaugurale è stato presieduto dal pastore Peter Ciaccio su Matteo 5, 13-16, “un testo che ci invita anzitutto all’esplicitazione della nostra fede”, dice Ciaccio, invitando a non dimenticare “Dietrich Bonhoeffer, Karl Barth, i mille eroi della fede che hanno tenuto duro, i Giusti tra le Nazioni” e proponendo tre punti sui quali il cristianesimo oggi si gioca la sopravvivenza: l’atteggiamento nei confronti delle donne, l’accoglienza delle persone omosessuali nella chiesa, la questione delle migrazioni. “Dal tipo di luce che scaturirà dalle nostre azioni dipenderà la reazione di chi la vedrà” ha concluso il pastore.

Per approfondire:
Leggi il sermone completo di Peter Ciaccio sulla sua pagina Facebook
Leggi l’articolo di Sergio Aquilante su Riforma.it: Rinnovare il patto di fiducia nel Signore

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