Da Riforma del 20 giugno 2019

MIrella Manocchio e Gretje Van der Veer hanno curato testi e preghiere destinate alle chiese metodiste europee

Dal 2018 il Consiglio Metodista Europeo ha stabilito di agire congiuntamente e in modo più incisivo sul fenomeno dell’immigrazione in tutte le sue sfaccettature.

Il Consiglio ha pure stabilito che ogni anno una chiesa metodista prepari per tutte le chiese metodiste europee una liturgia in vista della Giornata Internazionale del Rifugiato da effettuare in ogni chiesa il 20 giugno o nella domenica più vicina a questa data.

La prima liturgia è stata preparata dalle rappresentanti della chiesa metodista italiana, Gretje Van der Veer e Mirella Manocchio, che sono state anche le proponenti del progetto. Ogni liturgia viene corredata dalla presentazione della situazione migratoria e di uno o più progetti di accoglienza nel paese che la prepara, quindi quest’anno tocca all’Italia e la presentazione è stato preparata dalla Fcei, la Federazione delle chiese evangeliche in Italia.

In allegato l’intera liturgia, in lingua inglese perché rivolto per l’appunto all’intero panorama delle chiese metodiste europee. Alcune scelte tratte dai Salmi aprono il culto, il Salmo 59, versetto 16

« Ma io celebrerò la tua potenza e al mattino loderò ad alta voce la tua benignità, perché tu sei stato per me una fortezza e un rifugio nel giorno dell’avversità»; il Salmo 46, 1: «Dio è per noi un rifugio ed una forza, un aiuto sempre pronto nelle avversità».Ma è forse il versetto 15 del salmo 69 il più significativo in questa occasione: « Non mi sommerga la corrente delle acque, non m’inghiottisca l’abisso e non chiuda il pozzo la sua bocca su di me».

Sono poi le parole di Giona capitolo 2, versetti dal 2 al 9 la lettura biblica proposta, ad ispirare il successivo sermone, anche queste particolarmente incisive se pensiamo alle sofferenze e al contempo le speranze che incontrano i rifugiati, 2 mila anni fa come oggi:

«Nella mia sventura ho gridato all’Eterno ed egli mi ha risposto dal grembo dello Sceol, ho gridato e tu hai udito la mia voce.Mi hai gettato in un luogo profondo, nel cuore dei mari, la corrente mi ha circondato e tutti i tuoi flutti e le tue onde mi sono passati sopra.Allora ho detto: Sono stato scacciato dalla tua presenza. Eppure guarderò ancora verso il tuo santo tempio.Le acque mi hanno circondato fino all’anima, l’abisso mi ha avvolto, le alghe si sono avvolte intorno al mio capo.Sono disceso fino alle fondamenta dei monti, la terra chiuse le sue sbarre dietro a me per sempre, ma tu hai fatto risalire la mia vita dalla fossa, o Eterno, mio Dio.Quando la mia anima veniva meno dentro di me, mi sono ricordato dell’Eterno, e la mia preghiera è giunta fino a te, nel tuo santo tempio.Quelli che riguardano alle vanità bugiarde abbandonano la fonte stessa della loro grazia.Ma io con voci di lode ti offrirò sacrifici a e adempirò i voti che ho fatto. La salvezza, appartiene all’Eterno».

Disegno di Francesco Piobbichi

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