Da Riforma – 26 Novembre 2019

Nel prossimo Campo Studi di Ecumene si cercherà di approfondire una conoscenza lacunosa e viziata dagli stereotipi

Le immagini televisive degli sbarchi di migranti, della povertà, delle varie crisi che periodicamente investono l’Africa hanno indotto a considerare questo vasto continente come un vaso di Pandora pieno di problemi. D’altra parte, da sempre, quando si parla di sottosviluppo il pensiero immediatamente corre al continente africano. E tuttavia l’Africa non è solo questo: è un continente straordinariamente ricco di risorse materiali, culturali, sociali e umane.

È necessario combattere la paura delle cose che non conosciamo. Quando cresce la paura, si cercano soluzioni semplicistiche, si accettano stereotipi che non solo non affrontano i problemi, ma spesso li aggravano. Analizzare il passato e il presente per comprendere dinamiche future è essenziale giacché Europa e Africa sono vicine e in qualche modo complementari così che il loro destino non può che essere comune.

Questo è il focus del Campo Studi invernale del Centro Ecumene, «Europa e Africa: due continenti a confronto», che inizierà sabato 28 dicembre alle 18,30 per concludersi lunedì 30 alle 17. Per chi lo desidera è possibile fermarsi al Centro fino al 1° gennaio per festeggiare il nuovo anno con un tradizionale cenone, ma anche con il culto di Rinnovamento del Patto.

Nel corso del campo ci si confronterà con esperti come Maria Cristina Ercolessi, professore associato di Sistemi politici e sociali dell’Africa contemporanea presso l’Università degli Studi di Napoli «L’Orientale», e il giornalista – originario della Guinea Bissau – di Radio Vaticana Filomeno Lopes, che dialogheranno anche tra loro su quelle che sono le responsabilità dell’Europa nei confronti del continente africano e su quali potenzialità possiede l’Africa per essere un luogo prospero e pacifico. «È semplicemente nostro dovere, di noi africani, conoscere dall’interno i nostri punti di forza e le nostre debolezze, i nostri rapporti con il resto del mondo – scrive Lopes nel suo libro E se l’Africa scomparisse dal mappamondo? Una riflessione filosofica (ed. Armando, 2009) – e il modo in cui la storia li ha plasmati finora, e affermare con maggior forza la nostra volontà di non subire ciò che si è convenuto di chiamare globalizzazione…».

Il Campo Studi sarà, però, anche l’occasione per riflettere sull’utilizzo dell’informazione che a volte offre a noi europei una visione parziale, edulcorata, se non addirittura distorta della realtà africana.

E le popolazioni africane come guardano all’Europa e all’Italia? Luoghi dove scorre latte e miele? Sarà nostra guida alle “verità” dell’informazione il giornalista Enzo Nucci, corrispondente Rai per l’africa subsahariana e collaboratore con la rivista Confronti. E poi testimonianze personali, musica e film per indagare un legame millenario che spesso è misconosciuto, ma che invece il Campo tenterà di indagare tra sfide comuni, tensioni, problematiche irrisolte e con uno sguardo volto verso il futuro.

Il costo del soggiorno al Campo è di 70 euro, mentre dal 28 dicembre al 1° gennaio cenone compreso è di 150, ma si possono richiedere borse parziali o complete alla direzione.

Per prenotazioni contattare lo 06-9633947 o il 333-4104171. Un’avvertenza: la scadenza per le iscrizioni è fissata per il giorno 8 dicembre.

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