La moderatora scrive al presidente e segretario generale del Consiglio nazionale delle chiese degli Stati Uniti

Da ChiesaValdese.org

Torre Pellice, 4 Giugno 2020

La moderatora della Tavola Valdese, Alessandra Trotta, ha scritto al presidente e segretario generale del Consiglio nazionale delle chiese degli Stati Uniti (NCCUSA), Jim Winkler, ringraziandolo per il suo messaggio del 29 maggio riguardante la crisi razziale negli USA. Un messaggio efficace in cui Winkler metteva a confronto quelle che sono due infezioni, il coronavirus e il razzismo: “Non c’è ancora un vaccino per il razzismo e la supremazia dei bianchi che è così diffusa nella nostra società. Non c’è ancora nessuna cura. In quanto credenti, la nostra lotta contro questo male, che ci vede tutti uniti, continua”.

La moderatora, nella sua lettera, ha espresso il pieno sostegno delle chiese metodiste e valdesi in Italia nell’abbattere le discriminazioni razziali che sono fonte di divisione per la comunità delle creature di Dio. Valdesi e metodisti, infatti, serbano ancora una memoria viva delle persecuzioni di cui furono vittime a causa di simile ideologie.

“Come sa – scrive Trotta – le nostre chiese sono fortemente impegnate nel promuovere la visione di una società aperta e pluralista così come una politica di reale e positiva integrazione dei migranti, basata su un nuovo patto di cittadinanza che consente a persone di diversa provenienza di essere pienamente coinvolte nello sviluppo e nell’uso dei propri talenti per il benessere e la pace del paese nel quale sono venute a vivere e cercare un futuro migliore. In questo quadro noi sosteniamo molti programmi volti a promuovere leggi giuste ed efficaci, rispettose della dignità umana dei migranti e dei rifugiati, come il programma Mediterranean Hope della Federazione delle chiese evangeliche in Italia”.

La moderatora, pur riconoscendo la diversità dei contesti, rileva delle somiglianze tra i terribili fatti di Minneapolis e l’esperienza di molti migranti in Italia e in Europa. In ambedue i casi questi ultimi, pur facendo parte delle nostre società e lavorando con noi e per noi, rimangono dei cittadini “di serie b” con meno diritti, sicurezza e protezione.

“In quanto credenti – conclude Trotta – non siamo chiamati solamente a condannare qualunque giustificazione biblica volta a sostenere teorie e pratiche di discriminazione bensì a essere testimoni dell’essere uno in Cristo, il quale spezza ogni barriera culturale, razziale ed etica e ci unisce in un circolo d’amore”.

Solidarietà alle chiese partner negli Usa è stata espressa, nei giorni scorsi, anche dal Comitato permanente dell’Opera per le chiese evangeliche metodiste in Italia (OPCEMI). Il Comitato metodista fa riferimento diretto alla Bibbia: “Non c’è qui né Giudeo né Greco; non c’è né schiavo né libero; non c’è maschio né femmina; perché voi tutti siete uno in Cristo Gesù” (Galati 3:28) e afferma che “il razzismo è peccato” e che “le donne e gli uomini hanno tutte e tutti la medesima discendenza, poiché ‘Egli ha tratto da uno solo tutte le nazioni degli uomini perché abitino su tutta la faccia della terra’. (Atti 17:26)”.

Il NCCUSA è un organismo che raccoglie tutte le chiese del protestantesimo storico degli Stati Uniti. Con alcune di esse, in particolare con la Presbyterian Church (USA), la Reformed Church of America (RCA), la United Church of Christ (UCC) e la United Methodist Church (UMC), la Chiesa Evangelica Valdese – Unione delle Chiese metodiste e valdesi mantiene scambi regolari e realizza attività comuni. Negli USA opera anche l’American Waldensian Society che, tra l’altro, informa regolarmente il pubblico americano sulle attività della Chiesa valdese in Italia e nel Rio de la Plata e sostiene specifici programmi.

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