Il comitato generale di Ecumene aveva deciso che stante le nuove indicazioni governative sul contenimento della pandemia di Covid-19 il campo giovani, nel rispetto delle regole di sicurezza, si tenesse e così è stato.

Nonostante il numero ridotto di partecipanti, sia per l’inizio dei lavori di demolizioni dei due edifici sia per le regole di distanziamento che hanno permesso di utilizzare le camere con pochissime persone all’interno, la voglia di stare insieme discutere e confrontarsi dei ragazzi e delle ragazze presenti è stata vincente.

Il tema non poteva che essere una riflessione sulla pandemia, il suo sviluppo e i risvolti personali che essa ha portato in ognuno di noi, il proliferare delle fake news che sono nate nei suoi riguardi e le possibili soluzioni; anche il culto finale preparato da un gruppo di partecipanti ha riflettuto sull’impegno dei credenti in questi momenti così complicati per l’umanità.

Si è fatto largo uso di video sull’argomento e dato molto spazio alle discussioni che hanno provocato negli spettatori, in particolari le discussioni intorno all’app Immuni e ai risvolti legate alla diffusione di notizie false e tendenziose spesso utilizzate per secondi fini politici.

Il campo giovani è stato organizzato e vissuto secondo i massimi criteri di sicurezza possibili, sotto la supervisione di Antonio Maiello le temperature sono state misurate ad ogni pasto, le distanze di sicurezza mantenute nel refettorio (con l’inconsueto apparecchiamento a scacchiera) e negli altri ambienti e l’igienizzazione dei bagni e delle sale comuni ripetuta nell’arco della giornata.

Il campo, impossibilitato ad avvalersi di esperti esterni, è stato un momento di incontro e dialogo ma anche un momento di ritrovo e di ritrovato divertimento con le serate dedicate al gioco che ha coinvolto sempre tutti i partecipanti in allegre sfide dialettiche.

Non è mancato, anche se in tono decisamente minore, il rituale cenone della sera di ferragosto che ha impegnato nella sua preparazione ragazzi, ragazze e “diversamente giovani” ognuno assegnato ad un compito specifico che ha portato in tavola un pasto decisamente invitante.

Nella riunione finale oltre all’apprezzamento ed alle inevitabili critiche costruttive si sono proposti per l’anno prossimo interessanti spunti di discussione che, sperando in una definitiva sconfitta del virus, potranno sicuramente essere discussi nel campo del 2021.

In definitiva una esperienza particolare sia per i partecipanti sia per lo staff del Centro ma un momento di riunione di cui si sentiva assolutamente la mancanza dopo tre mesi di chiusura e che è stato particolarmente apprezzato dai partecipanti.

Nel corso del campo il Centro ha ricevuto il Certificato di Eco-Comunità dalla Commissione Globalizzazione e ambiente (GLAM) della Federazione delle chiese evangeliche in Italia (FCEI).

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