35 organismi si appellano alla comunità internazionale sulla situazione siriana, dopo che “un decennio di conflitti e crisi umanitarie minacciano di causare danni irreversibili”


Foto FLM / R. Schlott

Roma (NEV), 13 marzo 2021 – Una dichiarazione firmata da 35 agenzie umanitarie invita la comunità internazionale a chiedere con forza la fine dei conflitti in Siria e a intensificare gli aiuti umanitari urgenti.

C’è il rischio di “danni irreversibili”, se le crescenti esigenze umanitarie non verranno affrontate e non si trovasse una soluzione politica. Le agenzie chiedono alla comunità internazionale di agire con urgenza “per porre fine alla crescente sofferenza del popolo in Siria”.

Nella dichiarazione, diramata l’11 marzo, gli organismi (fra cui la Federazione luterana mondiale -FLM- sotto l’egida di ACT Alliance) sottolineano che in Siria oltre l’80% delle persone vive in povertà. Sono inoltre altissimi i livelli di insicurezza alimentare.

Siria. Il contesto

“Oltre 14 milioni di siriani – scrivono le agenzie umanitarie – non hanno accesso regolare all’acqua pulita. Circa due milioni e mezzo di bambini non vanno a scuola”. La pandemia di covid-19 ha peggiorato ulteriormente la situazione in Siria.

La dichiarazione arriva a pochi giorni dalla conferenza che si terrà a Bruxelles il 29 e 30 marzo prossimi. Si tratta della V conferenza dei ministri del governo dell’Unione Europea, che si svolgerà online a causa delle restrizioni in corso.

Le agenzie umanitarie esortano i governi “con influenza sulle parti in conflitto” ad agire affinché cessino i conflitti in Siria. “La violenza e gli attacchi indiscriminati contro persone e infrastrutture civili – denunciano –stanno continuando. Infrastrutture vitali sono state danneggiate o distrutte”.

Il commento di Chey Mattner

Chey Mattner, capo delle operazioni per il dipartimento dei servizi mondiali della FLM, ha dichiarato: “Siamo profondamente preoccupati per i milioni di siriani che sono stati sfollati a causa del conflitto, sia all’interno della Siria sia nei paesi vicini, tra cui Giordania, Libano, Iraq e Turchia”.

“Questo sfollamento prolungato – ha proseguito Mattner – è il peggiore dalla seconda guerra mondiale. Anche le comunità ospitanti sono peraltro in difficoltà e bisognose di assistenza umanitaria”. La pandemia di covid-19, ha aggiunto, “ha aumentato i livelli di povertà e il rischio di violenza sessuale e di genere”.

La dichiarazione invita la comunità internazionale a intensificare gli aiuti ai siriani, sia in patria che nei paesi che ospitano rifugiati. Se le persone non potranno accedere a “opportunità di reddito, case agibili, infrastrutture pubbliche funzionanti, acqua pulita e servizi di base – concludono i firmatari – l’impatto di un decennio di conflitto in Siria sarà irreversibile”.

Tra i firmatari della dichiarazione, anche Caritas Germania, Christian Aid, Save The Children, Siria Relief e Terre des Hommes.

Fonte: FLM/P. Hitchen

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