L’Osservatorio interreligioso sulle violenze contro le Donne, le Comunità Cristiane di Base italiane, e la rivista Esodo rivolgono un appello agli uomini dinanzi al crescente numero di donne assassinate

Troppe donne vengono ammazzate. E tu, uomo che stai leggendo, cosa fai? Con questa domanda comincia l’appello che l’Osservatorio interreligioso sulle violenze contro le donne, le Comunità cristiane di base italiane, e la rivista Esodo rivolgono a uomini, rappresentanti delle Istituzioni, civili e religiose, ai cittadini tutti.

Per la prima volta, dichiarano le promotrici dell’appello, agli ennesimi femminicidi «nell’arco di pochi giorni e in varie città d’Italia, alcuni uomini hanno rotto il silenzio ed hanno preso posizione pubblicamente. Esultiamo di questi fatti!».

In particolare, l’appello richiama il documento pubblicato ai primi di marzo da uomini della associazione Noi uomini a Palermo contro la violenza sulle donne, e quello uscito a febbraio per iniziativa di alcuni uomini di Trento (tra i primi firmatari, il sindaco di Trento Ianeselli, il presidente della Provincia Fugatti, diversi consiglieri provinciali e don Cristiano Bettega – diocesi di Trento) dove si afferma che «La violenza contro le donne non è una questione che riguarda altri. È un problema di noi uomini. È ora di prenderne atto». Nell’appello si citano poi: il colorato flash mob di Biella con gli uomini in scarpe rosse, il raduno in piazza di uomini ad Albenga in Liguria il 27 febbraio, e il video prodotto per il 25 novembre scorso da alcuni pastori dell’Unione cristiana evangelica battista d’Italia.

Tra i segnali di valore anche la Circolare della direzione anticrimine ai questori, di febbraio, nella quale il prefetto Messina prescrive: «Davanti a una lite tra marito e moglie, i poliziotti non dovranno come primo obiettivo mettere pace. Piuttosto dovranno valutare preliminarmente cosa sta succedendo in quella casa»; e le numerose aggregazioni di uomini che da anni si attivano per processi di trasformazione della costruzione di identità maschile, e alle quali le promotrici esprimono il loro l’augurio di crescita, nonché di collaborazione.

L’appello si conclude con un invito: «Riprendendo la domanda iniziale “E tu, uomo che stai leggendo, cosa fai?”, vi invitiamo a farvi interpellare, all’ascolto, alla presa di coscienza, ad unirvi alle iniziative in corso, a crearne di nuove, a seconda delle opportunità che il vostro proprio ruolo riveste e le vostre proprie relazioni consentono. Il cuore della questione è non chiamarsi fuori, non tacitare la propria coscienza, non illudersi che ne siano danneggiate solo le donne uccise».

Per maggiori informazioni visitare la pagina Facebook dell’Osservatorio.

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