Riforma500. “Orizzonti di libertà”: la dichiarazione dei protestanti italiani

Riforma500. “Orizzonti di libertà”: la dichiarazione dei protestanti italiani

Riforma500. “Orizzonti di libertà”: la dichiarazione dei protestanti italiani

“Orizzonti di libertà”: questo il titolo del documento congiunto delle chiese evangeliche italiane, reso noto sabato scorso, nel quadro dei festeggiamenti in occasione dei 500 anni dalla Riforma protestante, e letto in apertura del culto solenne di Pentecoste, svoltosi a Milano presso il Teatro Comunale Dal Verme.

Il documento teologico è articolato in 7 punti, e mette l’accento sulla testimonianza della Parola oggi. Al primo punto si legge come le celebrazioni per i 500 anni della Riforma di Martin Lutero siano “l’occasione per tutte le chiese di proclamare Gesù Cristo quale Evangelo del perdono gratuito di Dio”. E non manca un punto, il sesto, specialmente dedicato all’impegno ecumenico, in cui bene si evidenzia come alcune questioni – come la denuncia di ingiustizie, la consolazione di chi soffre, l’accoglienza di chi è emarginato o discriminato – siano, appunto, da intendersi come compiti da svolgere “ecumenicamente”.

 

Giuseppe Platone, pastore valdese di Milano, aprendo il culto solenne a questo proposito ha spiegato: “La Riforma protestante ha diviso profondamente la cristianità, per secoli i cristiani si sono combattuti, hanno vissuto tempi difficili, storie separate, o si sono anche semplicemente ignorati. Ma il tempo è passato, e grazie anche al movimento ecumenico le relazioni tra le chiese sono cambiate molto, nel segno delle riconciliazioni e dell’ascolto della comprensione reciproca. Così oggi le celebrazioni di questo Quinto Centenario dell’inizio della Riforma protestante, hanno assunto un tono, uno stile, un contenuto diversi, e prediamo atto che sono molto più le cose che uniscono i cristiani di quelli che invece le dividono”.

Di seguito il testo integrale del documento.

Orizzonti di libertà
  1. La ricorrenza del quinto centenario della Riforma protestante, che nel 2017 si ricorda in ogni parte del mondo, è l’occasione per tutte le chiese di proclamare Gesù Cristo quale Evangelo del perdono gratuito di Dio.
  2. L’Evangelo è l’annuncio della libera grazia di Dio che dona alle donne e agli uomini, nonostante le loro mancanze, il coraggio di intraprendere con gioia e fiducia il cammino della fede, della speranza e dell’amore.
  3. La Riforma afferma che la Parola di Dio viene prima di qualunque parola umana e che essa è accessibile a tutti mediante la predicazione, l’ascolto, la lettura, l’insegnamento e l’alfabetizzazione biblica.
  4. Noi, cristiani evangelici, figlie e figli della Riforma protestante e di coloro che nello stesso spirito l’hanno preceduta e seguita, riconosciamo la necessità di convertire costantemente la nostra vita personale e le nostre chiese per mezzo del messaggio biblico, reso vivo dalla potenza dello Spirito Santo, che chiama alla libertà, alla responsabilità e alla testimonianza.
  5. Noi guardiamo con gratitudine alla testimonianza evangelica nel nostro Paese di quelle donne e quegli uomini che nel passato hanno dato la propria vita per essere discepoli coerenti e testimoni fedeli dell’Evangelo.
  6. Noi ci impegniamo, con l’aiuto di Dio e in una rinnovata comunione ecumenica, a predicare l’Evangelo, a denunciare ogni tipo di ingiustizia, a consolare chi soffre e accogliere chi è emarginato o discriminato.
  7. Noi, chiese evangeliche di diverse tradizioni, rendiamo grazie a Dio per averci condotto oggi a superare le tragiche divisioni del passato per testimoniare e condividere con gioia la fede comune in Gesù Cristo, nella consapevolezza che “col corpo e con l’anima, in vita e in morte, non sono mio, ma appartengo al mio fedele Salvatore, Gesù Cristo” (Catechismo di Heidelberg, domanda 1).
    Milano, 3 giugno 2017

La festa nazionale dei protestanti a Milano: gioia, colore, impegno

“Protestanti in Festa”: il corteo nelle strade di Milano (3 giungo 2017)

Colorato, multiculturale, intergenerazionale: è questa l’immagine del protestantesimo italiano scaturito dalla Festa nazionale delle chiese evangeliche svoltasi dal 1° al 4 giugno a Milano, in occasione del Cinquecentenario della Riforma protestante.

A promuovere il raduno, che ha visto la partecipazione di più di 1500 evangelici giunti da tutta la penisola, le chiese luterane, valdesi, battiste, metodiste, avventiste e dell’Esercito della Salvezza.

L’iniziativa – svoltasi in un clima di allegria e condivisione, ma anche di impegno nella società – scandita da incontri, dibattiti, concerti, preghiere, manifestazioni di piazza, e conclusasi con un culto solenne di Pentecoste organizzato presso il Teatro Dal Verme gremito per l’occasione, ha messo in luce i temi cari ai protestanti italiani: l’accoglienza e l’integrazione dei migranti, la laicità e la libertà religiosa, il dialogo ecumenico ed interreligioso, la violenza contro le donne, i diritti di cittadinanza, il bene comune, l’identità di genere. Il culto di Pentecoste, trasmesso in differita da Raidue domenica mattina, era stato preceduto da un gioioso corteo, che a “suon di inni” ha portato i partecipanti da Piazza del Duomo al Teatro Dal Verme.

 

“Un incontro davvero festoso, multicolore e multiculturale – è stato il commento del pastore Luca Maria Negro, presidente della Federazione delle chiese evangeliche in Italia (FCEI), presente per l’occasione -. Un incontro tutto rivolto all’esterno, verso la città, che ha restituito l’immagine di un protestantesimo vitale, attento ai problemi sociali del nostro tempo, sensibile al dialogo ecumenico e interreligioso e animato da una spiritualità profonda. Portando il saluto della FCEI al termine del culto di Pentecoste al Teatro Dal Verme, ho espresso gratitudine per l’impegno profuso dalle chiese di Milano, invitando tutte e tutti a Roma per il prossimo appuntamento nazionale in occasione dei 500 anni della Riforma: la giornata promossa dalla FCEI per sabato 28 ottobre a piazza Cavour sul tema ‘Liberi per amare e servire’”.

Al culto di Pentecoste hanno assistito i membri del Consiglio delle chiese cristiane di Milano, tra cui l’archimandrita Theofilaktos Vitsos, della chiesa ortodossa greca del Patriarcato ecumenico di Costantinopoli, e il card. Angelo Scola, che al termine dell’incontro, ricordando la dichiarazione cattolico-luterana di Lund, ha dichiarato: “il modo di relazionarci tra di noi incide sulla nostra testimonianza del Vangelo; ci impegniamo a crescere ulteriormente nella comunione radicata nel Battesimo, cercando di rimuovere i rimanenti ostacoli che ci impediscono di raggiungere la piena unità”.

Vedi qui il primo servizio di Protestantesimo-Raidue sull’evento.