Mezzano Inferiore

Strada Pignoni, 43054 Mezzano Inferiore
tel. 0521 206430
Cand. Pastore: Noemi Falla
Sito web: Communità di Mezzano

Culto
Culto in italiano domenica alle 10,30
A domeniche alterne culto in italiano o inglese/twi

Un po’ di storia

La comunità evangelica metodista di Mezzano Inferiore deve la sua origine all’opera evangelizzatrice di missionari inglesi della Chiesa Metodista Wesleyana, primo fra tutti Henry James Piggott, che hanno percorso tutta l’Emilia-Romagna subito dopo l’Unità d’Italia. La scelta di abbracciare l’evangelo a quell’epoca era una scelta difficile e sofferta, per cui non c’è da stupirsi se le comunità evangeliche abbiano sempre avuto vita difficile e non siano mai arrivate ad avere folti numeri di membri. E’ proprio nell’ambito delle sanguigne, a volte anche violente, dispute antiprotestanti dell’epoca che si colloca la travagliata nascita della comunità di Mezzano, un cui cenno storico è raccontato vividamente dal pastore Giovanni Melis, uno dei primi pastori della comunità, in un suo scritto del 1878 e riportato integralmente qui sotto.

“Nel 1863 viveva in Mezzano Inferiore un certo Passaglia medico condotto. Era costui di spirito liberale, da tutti benviso, e soleva leggere i trattati di controversia del Dott. Luigi de Santis nonchè la Bibbia del Diodati. E’ perciò facile lo arguire quali fossero le sue religiose convinzioni e come perciò in tese relazioni fosse con il clero locale. Il Passaglia, non amando turbare la propria quiete, riteneva nel suo segreto le verità attinte, ma Iddio non volle che in mezzo a tanta cecità religiosa l’Evangelo rimanesse l’eredità d’un solo. Nell’agosto di detto anno un improvviso malessere traeva il Passaglia agli estremi della vita, e l’astuto prete, che in tali istanti suol torturare le sue vittime, colse l’ora fatale in cui gli spasimi d’una dolorosa agonia aveano già attutito nel moribondo ogni senso d’intelligenza per forzarlo d’una ritrattazione dai suoi religiosi principii.

Questo trionfo effimero del prete doveva servire come mezzo nelle mani di Dio per aprire la strada all’Evangelo di Cristo in queste campagne.

Tutta la popolazione pianse l’irreparabile perdita del filantropo, del distinto ed intemerato cittadino, e mentre accorreva in folla ad onorare per l’ultima volta la salma, il prete solo, con occhio asciutto e con sorriso di scherno, insultava al comune cordoglio collo proclamare la pretesa ritrattazione. Questa inopportuna gioia, questo anticristiano procedere offese gli animi di molti onesti, i quali si proposero da quell’istante di rintuzzare la pretina baldanza. Era tra questi il sig. Flaminio Ghinzelli, che uscito allora dall’esercito, ove durante la sua vita militare ebbe occasione di conoscere l’istituzione delle Chiese Evangeliche, ardeva dal desiderio di far conoscere ai suoi compaesani la purezza semplicità della Religione di Cristo, spinto da giusta indignazione formò un nucleo di amici onde chiamare nel paese un Ministro Evangelico.

Diffatti nell’Ottobre 1863 una piccola rappresentanza del partito anti-clericale recatasi a Parma invitò formalmente il Rev. Francesco Sciarelli a portarsi a Mezzano Inferiore per ivi dare pubbliche conferenze. Non è a dirsi con quale gioia il Sciarelli accettasse l’invito, e con sollecitudine recatosi a Mezzano, ivi a cielo scoperto, all’aia detta di Zucchi, salito sopra un tavolo, con facondia di parlare, per primo annunziava la Parola di vita ad un’attenta e silenziosa moltitudine di ben 2000 persone accorse da tutte le parti del comune.

La chiara esposizione delle verità evangeliche, la dimostrazione degli errori papisti e la potenza dall’alto valsero a risvegliare molte coscienze, lasciando favorevole profonda impressione negli animi di molti uditori.

Da qui ebbero principio le guerre infinite, le suggestioni, le ire irrompenti del prete contro la nascente schiera evangelica. Egli nulla trascurò onde abbattere ed esterminare. Non rifuggì dalla calunnia e dagli incitamenti a crudele vendetta, attizzando l’odio dei suoi credenzoni contro gli Evangelici. Ma Dio era coi suoi ed in mezzo a tanta burrasca un certo Annigoni e Gioia poterono continuare l’opera iniziata dallo Sciarelli.

Il procedere del clero, anziché intimidire i nuovi credenti, li sospinse vieppiù a stringersi compatti al vessillo della croce e per essa sostenere da veri discepoli la lotta religiosa.

Trovatosi finalmente un piccolo locale il primo nucleo di evangelici composto da 38 a 40 persone, radunatosi sotto la presidenza dell’Annigoni proclama la fede Evangelica e si costituisce ufficialmente in Chiesa, eleggendo i suoi Diaconi.

Aumentatosi gradatamente il numero dei fratelli si dovette pensare ad un più vasto locale e per un lungo tempo il Rev. Moreno, successo al Gioia, deve predicare sotto il porticato d’un fienile, che ceduto poscia dal fratello Lazzaro Mosconi al Comitato Metodista, venne riattato nell’attuale sala e scuole.

Più volte si fecero dai cattolici tentativi onde incendiare la casa della Missione, ma le loro trame furono sempre provvidenzialmente sventate.

Nè parmi che si debba tacere qui d’un fatto importante che, mentre lascia memoria vergognosa di questo clero, nemico sempre implacabile, ridonda ad onore degli evangelici per la loro fermezza ed irrevocabile fede in Cristo di faccia all’astuzia, alla ferocia ed alle minacce del fanatismo, sono prova di più che per convincer ognuno sull’esattezza di questa grande verità che “L’uomo stolto è quello che contrasta Dio”.

Nella Quaresima dell’anno 1869 un certo padre Serafino, uomo intrigante e di rotti costumi, fu chiamato a predicare nella parrocchia di Mezzano ove fece il suo ingresso trionfale in mezzo a clamorose dimostrazioni dei cattolici. Costui veniva con animo già deliberato, non per edificare il gregge, ma per suscitar odii, persecuzioni e vendette contro la Chiesa Evangelica!

Le sue spudorate menzogne, le sue invettive ed incitamenti infiammarono di santo zelo i superstiziosi che istigati apertamente e pubblicamente dal pulpito a distruggere col ferro e col fuoco tutti gli eretici e credendo far cosa grata alla Madonna l’insanguinar le mani nel proprio fratello, si apprestavano a porre in esecuzione l’infame consiglio. Baldanzosi e dal torvo aspetto affluivano i cattolici armati da molte parti del paese, imprecando ai protestanti e minacciandone l’esterminio. Fu veramente un istante di angosciosa trepidazione, poiché pareva che tutta quella massa dovesse riversarsi e schiacciare la piccola Chiesa di Cristo!

Ma le prese cautele dal Ghinzelli, allora comandante della Guardia Nazionale, il contegno calmo e dignitoso degli Evangelici e più ancora la volontà di Dio posero un fine a tanto fermento e ridussero al nulla la progettata strage! Anzi, molti, riconoscendo l’infamia di padre Serafino per la feroce sua guerra spiegata contro gli Evangelici biasimarono i cattolici e si schierarono dalla parte protestante.

Padre Serafino, veduto il proprio fiasco, pensò bene di ritirarsi e nascostamente si partì da dove sperava di veder rinnovata per opera sua la notte di S. Bartolomeo!

Non perciò cessarono le piccole persecuzioni e molti fratelli per lungo tempo si videro reietti da ogni luogo e privi di lavoro. Ma la loro costanza e più ancora la testimonianza della loro vita finirono per trionfare sull’ignoranza e sul pregiudizio, per cui oggi questa Chiesa prospera sotto lo sguardo di Dio ed in mezzo alla simpatia della maggioranza del paese.

A questa Chiesa vanno pur unite una scuola diurna maschile ed una femminile.

Mezzano Inferiore addì 15 marzo 1878

Il Ministro G. Melis”

Dopo questo tumultuoso inizio, la comunità crebbe abbastanza nel corso dei decenni successivi, per avere poi una contrazione nella seconda metà del XX secolo, in seguito alla quale venne accorpata alla vicina comunità metodista di Parma. La maggioranza dei primi membri di chiesa fu ammessa nella comunità il 15 agosto del 1864. Il primo matrimonio fu celebrato nel 1865, mentre il primo battesimo nel 1867. Il primo pastore fu Giuseppe Moreno, che si insediò ufficialmente nel gennaio 1867 e rimase fino al novembre 1870. Evidentemente ci fu qualche difficoltà ad avere subito una guida residente, in quanto la comunità mezzanese rimase senza pastore per undici mesi, fino all’ottobre del 1871, quando arrivò il pastore Gabriello Martinelli. Questi venne sostituito nel luglio 1876 dal pastore Giovanni Melis, l’autore del cenno storico riportato sopra.

Le scuole di cui si è parlato sorsero quasi subito dopo la comunità ed ebbero un ruolo importante nella scolarizzazione dell’intero paese di Mezzano e delle aree circostanti. I primi maestri furono il già citato Flaminio Ghinzelli e Giuseppina Riva. Nel 1871 si procedette alla costruzione di un nuovo stabile che ospitasse le scuole a causa del forte afflusso di alunni, che in certi anni raggiunsero il numero di quasi 400.

Le scuole funzionarono regolarmente per vari decenni, fino all’inizio dell’anno scolastico 1935-36, quando furono poste sotto sequestro dallo stato fascista a causa degli stretti collegamenti della Chiesa Metodista con la Gran Bretagna. Dopo la seconda guerra mondiale il loro ruolo venne a perdersi, per cui furono definitivamente chiuse. I loro locali oggi sono stati trasformati in un centro di accoglienza per immigrati, principalmente ganesi, che opera in collaborazione con il locale Comune.