Eurodiaconia: priorità a lavoro e assistenza alle fasce deboli

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La rete europea che raggruppa 52 organizzazioni diaconali, fra cui la Diaconia valdese, commenta il piano d’azione relativo al Pilastro europeo dei diritti sociali

Il  4 marzo, la Commissione Europea ha lanciato il tanto atteso Piano d’Azione che delinea misure concrete per l’attuazione del Pilastro Europeo dei Diritti Sociali.

In qualità di rete europea di 52 membri in 32 paesi che forniscono servizi sociali e promuovono la giustizia sociale, Eurodiaconia, cui la Diaconia valdese è partner attiva, è determinata a vedere i diritti sanciti nel Pilastro trasformarsi in realtà. Eurodiaconia è stata costantemente impegnata nel processo di consultazione della durata di 10 mesi sul piano d’azione e si dichiara lieta di vedere alcuni dei suoi contributi presenti nel piano finale.

La povertà e l’esclusione sociale sono la forma più palese di privazione dei diritti umani e della dignità, pertanto, commenta Eurodiaconia in una nota, «accogliamo con favore l’obiettivo principale dell’Ue sulla povertà, recentemente designato, che afferma che entro il 2030, almeno 15 milioni di persone dovrebbero essere sollevate dalla povertà e dall’esclusione sociale.

È necessaria una maggiore ambizione per rispondere ai devastanti effetti socioeconomici della pandemia di Covid-19.

Un obiettivo dell’Ue in materia di povertà non è sufficiente senza che anche gli Stati membri si pongano tale obiettivo e si sforzino di raggiungerlo. In caso contrario, la povertà, l’esclusione sociale e la privazione materiale rimarranno una realtà per almeno una persona su cinque che vive nell’Unione per i decenni a venire».

Eurodiaconia «accoglie con favore anche l’obiettivo principale dell’Ue sull’occupazione, che mira a far sì che almeno il 78% della popolazione di età compresa tra 20 e 64 anni abbia un’occupazione entro il 2030, e l’obiettivo principale dell’Unione europea sulle competenze, che stabilisce che almeno il 60% di tutti gli adulti dovrebbe partecipare a formazione ogni anno entro il 2030. Tuttavia, per evitare la cosiddetta “scrematura” dei più facili da raggiungere e per garantire che nessuno sia davvero lasciato indietro, sono necessarie misure di sensibilizzazione attive nei confronti di coloro che sono più lontani dal mercato del lavoro e che lottano per il raggiungimento delle competenze di base. Inoltre, sia gli obiettivi che tutti gli elementi del piano d’azione devono essere sostenuti da misure antidiscriminatorie forti e coerenti, poiché la discriminazione è una delle cause profonde della disuguaglianza, della povertà e dell’esclusione».

Il Pilastro europeo dei diritti sociali afferma correttamente che tutti hanno il diritto di accedere a servizi sociali adeguati, abilitanti e di buona qualità. I membri di Eurodiaconia, con oltre 2 milioni di dipendenti e volontari, «forniscono supporto quotidiano a milioni di persone bisognose di servizi sociali. Sappiamo quindi che l’ambizione del Pilastro sociale non può essere raggiunta se il piano d’azione non include misure riguardanti la fornitura di servizi sociali. L’attuazione deve affrontare le sfide relative al finanziamento, al quadro giuridico, all’occupazione e alla forza lavoro del settore. La pandemia ha portato a un aumento della domanda di servizi sociali, ma il settore soffre della carenza di personale qualificato e della mancanza di investimenti. Pertanto, il piano d’azione dovrebbe migliorare l’attrattiva del settore attraverso migliori condizioni di lavoro e opportunità di formazione continua e riqualificazione».

Il piano d’azione del Pilastro europeo dei diritti sociali offre speranza ai cittadini europei in un momento in cui l’Europa sociale è una priorità per la maggioranza. Eurodiaconia è quindi «impegnata nel suo sostegno e nella sua attuazione, e siamo pronti a mobilitare tutte le nostre competenze per salvaguardarne il successo nell’attuazione al fine di creare un’Europa Sociale per tutti».

La dichiarazione è leggibile nella sua interezza, qui, in inglese.

Articolo da Riforma.it

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