IL CENACOLO

Settembre-Ottobre 2018

Editoriale

“Siamo chiamati”

Come buoni amministratori della svariata grazia di Dio, ciascuno, secondo il dono che ha ricevuto, lo metta a servizio degli altri.

1 Pietro 4:10

Secondo la tradizione della mia chiesa, durante il culto facciamo una preghiera di confessione per riconoscere i nostri limiti umani e riconciliarci con Dio. Una versione di questa preghiera inizia: “Dio misericordioso, confessiamo di aver peccato verso di te in pensieri, parole e opere, per quello che abbiamo fatto e per quello che abbiamo omesso di fare”.

Recitando quella preghiera, le parole”quello che abbiamo omesso di fare” mi pesano particolarmente. Certamente mi capita di usare modi che feriscono gli altri, ma di solito li ho presenti e cerco di porvi riparo. Ma le “cose che abbiamo omesso di fare” possono essere qualunque cosa. Forse ho omesso la mia pratica spirituale per alleggerire gli impegni settimanali, oppure ho ignorato un bisognoso perché mi disturbava il pensiero di avere a che fare con un estraneo. Oppure ho mancato, senza accorgermi, di sensibilità.

È importante che recitiamo questa preghiera come comunità. Come ci ricorda il versetto sopra citato, a ognuno sono stati dati doni spirituali diversi, e ciascuno è chiamato a servire in vari modi. Dio non chiama una sola persona a fare tutto, ma ci chiama come corpo di Cristo a usare i nostri doni per annunciare la grazia di Dio al mondo. Insieme possiamo fare tutto quello che Dio ha stabilito per noi.

In questo numero de IL Cenacolo, numerosi autori condividono la loro esperienza personale del fare e del non fare e riflettono su come usare i doni che Dio ha dato loro. Mentre leggete, v’invito a riflettere: Dio ci chiama a mettere i nostri i doni spirituali al servizio degli altri. Come rispondere alla chiamata?

Lindsay Gray
Direttore Editoriale, The Upper Room

Martedì 9 Ottobre

Un vento che ci spinge

Leggiamo: Romani 8:26-28

Infatti tutti quelli che sono guidati dallo Spirito di Dio, questi sono figli di Dio.

Romani 8:14

Augusta, in Australia, è un posto ottimo per gli appassionati di windsurf. La sua area ventosa è l’ideale per quest’attività sportiva che attira moltissime persone bene allenate ed equipaggiate. La zona permette di fare windsurf anche a 30 persone tutte insieme. Tutti si affidano allo stesso vento, ma ognuno segue la propria traiettoria e ha il proprio modo di affrontare le onde. Alcuni sono capaci di far volare le loro tavole manovrando le vele, sfiorando le onde e sfruttando le correnti del vento. Come cristiani, anche noi facciamo uso del vento – lo Spirito Santo – per spingerci lungo il sentiero di Dio. Lo Spirito ci dà forza per compiere ogni sorta di prodigi nel nome di Cristo. Talvolta però ci manca l’impegno o la volontà di essere spinti in una nuova direzione. Preferiremmo scegliere un percorso al riparo da forti venti o improvvisi colpi di scena. Ma quale gioia ci perdiamo scegliendo la via sicura, piuttosto che quella dello Spirito!

PREGHIERA

O Gesù, aiutaci a confidare in Dio, come Tu stesso hai fatto, così da essere pronti a far dirigere tutti i nostri passi dallo Spirito Santo. Amen.

Pensiero Del Giorno

Come obbedire alla guida dello Spirito Santo?

Meg Mangan (Nuovo Galles del Sud, Australia)

Luglio-Agosto 2018

Editoriale

“Tempo ordinario”

Gesù dice: “Io sono con voi tutti i giorni, sino alla fine dell’età presente”.

Matteo 28:20

Dopo il giorno di Pentecoste, il calendario liturgico cristiano entra nella stagione chiamata “Tempo Ordinario”che dura fino all’Avvento e occupa una grossa parte dell’anno liturgico. Il nome sembra appropriato perché in questo periodo non ci sono importanti eventi liturgici. Quando ero giovane pensavo che questo tempo fosse noioso. Non stavamo attendendo la nascita di Gesù o eravamo presi dai riti della Quaresima. Il “Tempo Ordinario” sembrava lungo, privo di eventi, per nulla entusiasmante. Ora che sono adulta, questa stagione ha per me un senso di confortevole familiarità. Contiene una promessa speciale: Dio è con noi, non solo nei grandi eventi o nelle celebrazioni importanti, ma anche nei momenti quotidiani. Le meditazioni di questo numero parlano di tranquillità e pace, ma anche delle sfide che provengono da un senso profondo della presenza di Dio nella vita di ogni giorno. Il tema: “Dio con noi” non è nuovo.
È un filo rosso che si snoda lungo tutta la Scrittura e compare in quasi ogni meditazione che leggo. Che Dio è con noi nei momenti più spirituali delle nostre vite e in quelli più terreni è un messaggio appropriato per la lunga stagione del Tempo Ordinario. Ascoltiamo e riascoltiamo che Dio è con noi oggi e sempre: questo rende importante anche il Tempo Ordinario.

Lindsay Gray
Direttore Editoriale, The Upper Room

Meditazione domenica 15 Luglio

Un amico che prega

Leggiamo: Filippesi 1:3-11

Ringrazio Dio … ricordandomi regolarmente di te nelle mie preghiere giorno e notte.

2 Timoteo 1:3

Uno dopo l’altro, ognuno dei nostri quattro bambini aveva contratto la varicella. Nello stesso tempo mia madre era in ospedale, operata per un tumore. Inoltre ero sola, perché mio marito era in trasferta per lavoro. Quando per la prima volta dopo due mesi sono tornata in chiesa, un’amica mi ha salutato con un grande abbraccio. “Che ti è successo?” ha esclamato.  “Ho pregato tanto per te!”. Per tutto quel tempo aveva sentito l’urgenza di pregare per me. Sapevo che le sue preghiere avevano aiutato la mia famiglia a superare quel periodo difficile. È preziosa un’amica che ci vuole così bene da pregare incessantemente per noi! Mi sono ricordata le parole di Paolo a Timoteo, quando gli dice che si ricorda di lui e prega costantemente per lui. Tutti conosciamo qualcuno che ha bisogno di preghiere: un amico che combatte una malattia, o ha un figlio con particolari problemi. Ricordando tutti quelli che devono affrontare delle prove, preghiamo che trovino pace e forza per andare avanti.

PREGHIERA

O Signore, aiutaci ad amarci di più fra noi e a pregare l’uno per l’altro. Amen.

Pensiero Del Giorno

Oggi pregherò per un amico.

Mae Greenleaf (Florida, Stati Uniti)

Maggio-Giugno 2018

Editoriale

In attesa dello spirito

Avverrà negli ultimi giorni -dice Dio- che io spanderò il mio Spirito sopra ogni persona; i vostri figli e le vostre figlie profetizzeranno…

Atti 2:17

Nel giorno di Pentecoste i discepoli di Gesù e la folla furono testimoni di uno dei momenti più importanti nella Scrittura. Udirono il suono di un vento furioso e videro lingue di fuoco posarsi sul capo di ognuno. Tutti cominciarono a parlare e benché provenissero da culture e paesi differenti, ciascuno di loro udiva gli altri parlare nella propria lingua madre. Lo Spirito Santo era fra loro, unendo stranieri e rivelando la potenza di Dio. La vita Cristiana è raramente così drammatica. Nella mia esperienza vivere una vita di fede spesso significa pregare quando non ho parole adeguate, servire gli altri con atti di compassione che sembrano troppo piccoli perché facciano una vera differenza, cercare di comprendere i punti di vista e le convinzioni degli altri pur rimanendo fermi nei propri. Benché sappia e creda che Dio sia all’opera nel mondo, anche per mezzo della mia vita, a volte desidero ardentemente la certezza dei drammatici eventi descritti in Atti 2. Le meditazioni di questo numero de “Il Cenacolo” mi ricordano che la fedeltà non ha bisogno di essere marcata da segnali straordinari. Invece, i nostri scrittori ci raccontano storie di normali pratiche spirituali che ci chiamano a una relazione più profonda con Dio. Le loro storie ci parlano di amici e familiari che hanno condiviso la loro fede con noi formando così le nostre vite, del dono della comunità in momenti difficili, della forza della preghiera e della Scrittura. Queste storie, come quella di Pentecoste, ci rassicurano che non siamo soli. Se siamo attenti al mondo che ci circonda possiamo percepire lo Spirito all’opera fra noi, che ci mette in comunicazione con Dio e con le tante persone di fede nel mondo. Mentre celebriamo Pentecoste, spero che vi uniate a me nella ricerca di tutti i modi in cui lo Spirito si muove nella vostra vita e nella vostra comunità.

Lindsay Gray
Direttore Editoriale, The Upper Room

Meditazione venerdì 18 Maggio

Pasqua

Leggiamo: Luca 15:11-21

Venga il tuo regno; sia fatta la tua volontà, come in cielo, anche in terra.

Matteo 6:10

Durante l’infanzia, con mia madre passavo spesso davanti all’espositore di dolci di un supermercato. Ogni volta le chiedevo di comprarmi un enorme dolciume da passeggio. Dopo numerosi rifiuti una volta la mamma ha ceduto. All’inizio ero entusiasta poi, col passare del tempo, mi sono stancata di tenere in mano il bastoncino con il suo pesante carico. Se l’avessi appoggiato si sarebbe sporcato e avrei dovuto buttarlo via. Ho imparato che non sempre è una buona cosa ottenere ciò che si desidera. La Bibbia ci presenta dei personaggi che vogliono qualcosa che poi non si è rivelata positiva. Per esempio il figliol prodigo vuole la sua parte di eredità prima della morte del padre, ma la sperpera ritrovandosi povero e affamato. Mi sono chiesta perché il padre abbia accettato di anticipargli l’eredità, forse voleva dargli la stessa lezione di mia madre comprandomi quel grande e ingombrante dolciume. Anche Gesù sembra volerci dare lo stesso insegnamento. Ho imparato che è importante concludere le mie preghiere con “Sia fatta la tua volontà”: Dio sa che cosa è meglio per me.

PREGHIERA

O Signore, grazie perché ti prendi cura di noi al punto da dire “No”. Amen.

Pensiero Del Giorno

Dio mi ama tanto da dirmi “No” e guidarmi in un’altra direzione.

Mary Hunt (Nuovo Messico)

Marzo-Aprile 2018

Editoriale

Verso la Resurrezione

Chi vorrà salvare la sua vita, la perderà; ma chi perderà la sua vita per causa mia e del vangelo, La salverà.

Marco 8:11

Mentre leggiamo questo numero de Il Cenacolo ci muoviamo anche con Gesù verso la croce, la tomba, la tomba vuota e la sua apparizione ai discepoli in “quella – fra gli altri posti – stanza di sopra” (il cenacolo). Nel leggere le Scritture di questo periodo ci attendono trionfo, sconfitta, vita, morte, incertezza, disperazione, conforto: proveremo un largo insieme di emozioni umane. Nel vostro quotidiano momento con Dio (insieme a milioni di altri cristiani) con le pagine dei prossimi due mesi, condividerete le esperienze dei nostri autori: storie di trionfi, ricordi di sconfitte, incertezze e disperazione, momenti di ansie e di conforto. Tutte cose che Gesù e quelli intorno a lui, hanno provato nei giorni prima e dopo Pasqua. Naturalmente è la Pasqua che è importante per noi. Non fosse per Pasqua e per le promesse che porta con sé, i nostri successi e i nostri momenti più belli suonerebbero vuoti e superare le difficoltà sembrerebbe impossibile. Unendoci in questa comunità di preghiera e di riflessione, mettiamo insieme le nostre storie e ci incoraggiamo a vicenda, avvicinandoci sempre più a Dio, alla luce della resurrezione.
Noi di Upper Room in questo tempo di Quaresima mettiamo rinnovate energie e impegno per la diffusione del vangelo nel mondo, per mezzo delle pagine di questa piccola pubblicazione. Grazie per leggerci. Siamo grati per le vostre preghiere e il vostro incoraggiamento.

Pete Velander
Direttore Esecutivo, Upper Room Publishing

Meditazione Domenica 1 Aprile

Pasqua

Leggiamo: Filippesi 3:7-11

Non temete, Io sono il primo e l’ultimo, e il vivente. Ero morto, ma ecco sono vivo per i secoli!

Apocalisse 1:18

Mi piace sedere nel retro della mia veranda e guardare il lago. Quando splende il sole, l’acqua scintilla e sembra danzare nella luce. Quella mattina di Pasqua la nebbia aveva coperto il lago di uno spesso lenzuolo grigio. Quando il sole si è alzato e ha riscaldato l’aria, la nebbia si è dissolta e il lago è divenuto di nuovo scintillante. Il calore del sole aveva vinto sulla spessa nebbia. Ho pensato che questo fosse adatto alla mattina di resurrezione. Gesù è risorto per darci vita, la nebbia del peccato è stata spazzata via dalle nostre vite e siamo in grado di vedere Gesù in tutta la sua gloria. E poiché Gesù vive in noi, portiamo luce agli altri. L’oscurità del peccato e della morte è stata sconfitta nel momento che la pietra tombale è rotolata via il mattino di Pasqua. Proprio come la nebbia non ha vinto il calore del sole nascente, peccato e morte non hanno forza per superare l’amore e la salvezza di Dio per mezzo di Cristo.  Cristo è risorto! Sia lode a Dio!

PREGHIERA

Grazie, Dio onnipotente, per la speranza che la Pasqua rappresenta per tutti noi. Aiutaci a condividerla con gli altri. Nel nome di Gesù Cristo il Risorto. Amen.

Pensiero Del Giorno

La resurrezione di Gesù è speranza per il mondo.

Linda Fasking (Kentucky, Stati Uniti)

Gennaio-Febbraio 2018

Editoriale

Molte parti, un solo corpo

Come il corpo è uno e ha molte membra, e tutte le membra del corpo, benché siano molte, formano un solo corpo, così è anche di Cristo.

1 Corinzi 12:12

Dall’altra parte della mia scrivania c’è uno scaffale con scatole ordinate sui ripiani, ciascuna con etichette come Hindi, Italiano, Giapponese, Portoghese. Non è una vista straordinaria ma guardandola vedo il mondo. Nello scaffale tengo copie d’archivio delle edizioni in varie lingue di Upper Room, la nostra guida per le devozioni quotidiane. Chi pubblica in Africa, Asia e Europa mi invia copia di ogni numero stampato. Alcune copie arrivano incartate in un giornale o in stoffa cucita a formare una busta, gli angoli sigillati da cera rossa. Nel ricevere le copie, penso alle numerose persone all’opera in questo lavoro, alle molte mani che toccano questo “libricino”. Penso alle persone in tutto il mondo che condividono le loro storie di fede scrivendole e inviandole per la pubblicazione. Penso al gruppo editoriale di Nashville, Tennessee, che si occupa del manoscritto di ciascuna edizione internazionale. Penso ai gruppi editoriali in tutto il mondo, fra i quali molti volontari, che stano traducendo e elaborando le varie edizioni. Penso ai grafici, agli impaginatori, agli stampatori e a chi distribuisce le copie per posta o consegnandole a mano, a piedi, o in motocicletta a chiese, ospedali, scuole, prigioni e abitazioni di abbonati in più di 100 paesi. Penso ai milioni di lettori che passano tempo con Dio in preghiera con la guida delle pagine di The Upper Room. Siamo veramente molte membra e un solo corpo! Insieme, offrendo preghiere in molte lingue, serviamo Dio con diversità di talenti e preghiamo con varietà di espressioni. La mia speranza è che leggendo The Upper Room (in italiano: Il Cenacolo) siamo benedetti e trasformiamo le nostre pluralità nell’unità di popolo di fede!

Tia Runion
Manager, International Ministries
The Upper Room

Meditazione Lunedì 1 Gennaio

Un nuovo inizio

Leggiamo: Salmo 139:7-18

Io ti celebrerò, perché sono stato fatto in modo stupendo.

Meravigliose sono le tue opere, e l’anima mia lo sa molto bene.

Salmo 139:14

È giunto il momento, sono pronta a iniziare un nuovo anno. Ho gli stessi propositi dell’anno passato: fare più esercizio, dormire di più, mangiare cibi sani, lavorare di più quando è necessario e di meno quando è possibile. Sì, quest’anno farò questi cambiamenti per migliorare la mia vita! Ma invece di pensare avanti troppo in fretta, ho deciso di dedicare un po’ di tempo a rivedere l’anno passato e celebrare i miei risultati. Ho avuto grossi problemi e delusioni, ma ce l’ho fatta e sono cresciuta attraverso le difficoltà. Naturalmente posso sempre migliorare, e ogni anno mi propongo di fare di più. So che sono figlia di Dio, che mi ama incondizionatamente. Niente di quello che faccio può aumentare o diminuire il suo amore per me. Allora, mentre aspetto con gioia l’inizio del nuovo anno, sono piena di speranza, aspettative e propositi.
E guardandomi indietro, celebro la mia vita e tutto quello che mi è capitato, sapendo che Dio è stato sempre con me.

PREGHIERA

O Dio, aiutaci a ricordare che siamo tuoi figli e che possiamo trasmettere il tuo amore agli altri. Amen.

Pensiero del giorno

L’amore di Dio mi aiuta a celebrare la vita con gratitudine.

Andrea Woronick (Connecticut, Stati Uniti)

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