IL CENACOLO

Settembre-Ottobre 2020

Editoriale

Qual è la differenza?

Come dunque avete ricevuto Cristo Gesù, il Signore, così camminate in lui; radicati, edificati in lui e rafforzati dalla fede, come vi è stata insegnata, abbondate nel ringraziamento.

Colossesi 2:6-7

 

Da giovane ho udito per caso i miei genitori dire ad altri parenti che mia sorella ed io eravamo brave a sceglierci gli amici. Volevano dire che ci circondavamo di persone che tenevano a noi, ci appoggiavano e ci aiutavano a prendere buone decisioni. Guardando al passato, sono grata per gli amici e per la comunità che ho avuto da giovane. Queste persone hanno formato la mia visione del mondo, mi hanno sostenuta nel cammino di fede e aiutata a divenire la persona che sono oggi. È importante con chi passiamo il nostro tempo. Anche la relazione con Dio attraverso Gesù Cristo lo è. Se ci prendiamo del tempo per pregare, leggere la Scrittura, riflettere sulla nostra fede, ascoltare

la guida di Dio, le nostre vite saranno plasmate in modi unici e profondi. In questo numero alcuni scrittori ci raccontano storie di come la fede in Cristo e la dedizione alla pratica spirituale hanno influenzato le loro vite. Alcuni descrivono cambiamenti di abitudini e di relazioni come conseguenza del loro rapporto con Dio. Altri ci parlano di un ritrovato senso di pace e di consapevolezza della presenza del Signore, hanno rallentato il ritmo di vita e investito del tempo per praticare la loro fede. Mentre leggerete questo numero, vi invito a considerare quale differenza la relazione con Dio fa nella vostra vita quotidiana. Spero che troviate nuovi modi di praticare e investire cuore e energie nella vostra fede nei prossimi mesi.

Lindsay L. Gray
Direttore Editoriale – The Upper Room

Martedì 1 Settembre

Forza nella debolezza

Leggiamo: 2 Corinzi 12:1-10

“Il Signore mi ha detto: La mia grazia ti basta, perché la mia potenza si dimostra perfetta nella debolezza.”

2 Corinzi 12:9

 

Lavoravo come infermiera in un reparto di chirurgia oncologica, e mi sentivo svuotata. Lasciandomi cadere su una panca della cappella dell’ospedale, fissavo senza pensarci un gruppo di candele nell’angolo. Una candela tremolava debolmente. “Come arriverò alla fine di questo turno, Signore? Mi sento come quella candela, vicina a spegnersi”. Nella mia mente è balenato il versetto di oggi, e mi ha dato conforto. Cercando una penna in tasca per scrivere i miei pensieri, hotirato fuori un guanto in lattice. Come sembrava inutile! Poi ho sollevato la mano destra e l’ho infilata nel guanto. Il materiale senza vita adesso aveva una forma ed era pieno di forza. Mentre aprivo e chiudevo il pugno, Dio mi ha ricordato che posso fare tutto attraverso Cristo che mi dà forza. Sono uscita dalla cappella con la certezza che la forza e la potenza di Dio avrebbero avuto la meglio sulla mia debolezza. Dio non ci chiede di essere forti da soli ma di pregare e di credere che è con noi. Possiamo aver fiducia in Dio, perché con la sua presenza ci prepara ad affrontare le difficoltà della giornata.

PREGHIERA

Grazie, Signore, per la presenza del tuo Spirito e per la forza che ci dai oggi. Amen

Pensiero del Giorno

Quando sono debole, posso trovare forza nella potenza di Dio.

Dee Aspin (California, Stati Uniti)

Luglio-Agosto 2020

Editoriale

Perseveranza

Corro verso la meta per ottenere il premio della celeste vocazione di Dio in Cristo Gesù.

Filippesi 3:14

 

Seguire Gesù non è cosa per codardi. Questo numero racconta storie di persone che hanno dimostrato o testimoniato di persistere e perseverare nella fede. I nostri autori parlano di gioia in ogni circostanza nonostante le sofferenze, parlano di cercare Dio quando Dio sembra lontano, e di continuare a seguire la chiamata di Dio anche se è estranea ai loro piani o ai loro desideri. Queste storie di perseveranza m’inducono a riflettere a cosa ci fa continuare, anche se siamo scoraggiati o ci sentiamo lontani da Dio.

Per Mosè e il popolo Ebraico fu la speranza della libertà in una nuova terra a spingerli avanti per 40 anni nel deserto. Per i pescatori che avevano pescato tutta la notte senza prendere nulla, fu la speranza di una ricompensa per il loro lavoro a dargli il coraggio di gettare ancora una volta la rete dall’altra parte della barca. Per Paolo fu la speranza di salvezza attraverso Cristo che lo aiutò ad andare oltre nonostante le avversità.

Nella mia esperienza la perseveranza ripaga in molti modi. Quanto più ricerco Dio, tanto più è probabile che io riconosca i segni di Dio all’opera nella mia vita e nel mondo. Quando proseguo tra le avversità, Dio è capace di usare i miei doni in modi imprevisti o inimmaginabili. Mentre leggete questo numero, v’invito a riflettere sulle vostre personali esperienze di perseveranza, a cercare i segni della presenza di Dio, nella speranza di vita nuova in Cristo.

Lindsay L. Gray
Direttore Editoriale – The Upper Room

Lunedì 6 Luglio

Sempre vicino

Leggiamo: Salmo 139:7-10

“Quando ero bambino, parlavo da bambino, pensavo da bambino, ragionavo da bambino; ma quando sono diventato uomo, ho smesso le cose da bambino.”

1 Corinzi 13:11

 

Lo psicologo Jean Piaget portò avanti degli esperimenti che dimostravano che i bambini molto piccoli (sotto i sei mesi di vita) si interessavano a un giocattolo posto a poca distanza fino a quando Piaget lo copriva con un panno. In quel momento i bambini non dimostravano più interesse, presumendo che il giocattolo non ci fosse più.

A volte siamo come quei bambini. Ci concentriamo sul Signore quando siamo in chiesa, quando preghiamo, quando leggiamo la Bibbia e quando meditiamo. Ma quando smettiamo queste attività la nostra attenzione si concentra su altre cose.

Non siamo soli a pensare che Dio possa uscire dalla nostra vita: Giona pensava che prendendo una barca che andava nella direzione opposta rispetto a Ninive sarebbe sfuggito al controllo di Dio (Giona 1:1-10). Ma questo si dimostrò falso, e Giona si ritrovò di nuovo di fronte a Dio.

Dio è sempre presente, sempre interessato a noi anche se ci dimentichiamo di lui. Dio è sempre con noi.

PREGHIERA

O Dio, aiutaci a sentirci vicini a te non solo durante il culto o la preghiera, ma in ogni momento della vita. Amen.

 

Pensiero del Giorno

Dio è sempre vicino a me.

Bill Findlay (Scozia, Regno Unito)

Maggio-Giugno 2020

Editoriale

Una potente testimonianza

E tutti stupivano e si meravigliavano, dicendo: “Tutti questi che parlano non sono Galilei? Come mai li udiamo parlare ciascuno nella nostra propria lingua natia?…li udiamo parlare delle grandi cose di Dio nelle nostre lingue”.

Atti 2:7-8,11

 

Sono cresciuta in una città dove quasi tutti erano cristiani. La nostra fede era un insieme di valori condivisi dei quali raramente parlavamo. Quando lo facevamo, scoprivo che molti erano più insistenti e aperti di me su questo tema. Da bambina mi chiedevo se la mia fede fosse zoppa, perché non riuscivo a parlarne esplicitamente.

Crescendo nella fede con il tempo, con la pratica personale, l’appartenenza alla chiesa e lo studio accademico, ho capito che non esiste un solo modo giusto per testimoniare la buona novella di Cristo. La storia di Pentecoste ci mostra come Dio si metta in relazione con noi e come noi interagiamo con gli altri. Ci ricorda che lo Spirito Santo ci parla in un modo familiare e comprensibile. Allo stesso modo, Dio opera in ciascuno di noi in maniera adatta ai nostri talenti, alla nostra personalità e capacità, fornendoci miriadi di occasioni di testimoniare agli altri la nostra fede. Quando annunciamo agli altri di come abbiamo visto Dio all’opera nel mondo, questa è la più potente delle testimonianze.

In questo numero cristiani e cristiane da tutto il mondo parlano dei modi con i quali hanno narrato o vissuto la loro fede. Per mezzo di telefonate, preghiere di intercessione, dando del cibo a un estraneo o facendo una domanda in classe, questi autori hanno testimoniato al mondo la loro particolare esperienza dell’amore di Dio. Spero che le loro storie incoraggino anche voi a fare lo stesso.

Lindsay L. Gray
Direttore Editoriale, The Upper Room

Lunedì 4 maggio

Piccole azioni

Leggiamo: Matteo 25: 31-40

“E il re risponderà loro: “In verità vi dico che in quanto lo avete fatto a uno di questi miei minimi fratelli, l’avete fatto a me”.

Matteo 25: 40

 

Una sera, uscendo dal ristorante con la mia scatola di avanzi, vidi una persona sdraiata per terra. Mi avvicinai a lui e chiesi se voleva qualcosa da mangiare. Mi rispose di sì. Mentre gli porgevo il cibo, alcune persone che camminavano dietro di me cominciarono a mettere dei soldi nel suo cappello.

Aiutare gli altri mi fa stare bene; ci sono tanti modi semplici per farlo. Posso comprare cibo al mercato e preparare porzioni da offrire alle persone bisognose. Posso portare bottiglie d’acqua nella mia auto per distribuirle a persone senza fissa dimora. Mentre sono alla guida dell’auto, posso essere gentile con gli altri guidatori. Quando aspetto in la, posso permettere a qualcuno che sembra avere fretta di precedermi.

Insomma, è attraverso questi e altri piccoli gesti che possiamo condividere l’amore di Dio con le persone che incontriamo e riempire di gioia i nostri cuori.

PREGHIERA

Signore, ogni giorno mostraci quelli che hanno bisogno di ciò che possiamo offrire loro. Amen.

Pensiero del Giorno

“Vi è più gioia nel dare che nel ricevere” (Atti 20:35).

Dean T. Skoglund (Minnesota, Stati Uniti)

Marzo-Aprile 2020

Editoriale

Fiducia

[Gesù] ha avuto ducia in Dio: lo liberi ora, se lo gradisce, poiché ha detto: “Sono Figlio di Dio”.

Matteo 27:34

 

Fiducia è una parola che sembra semplice, forse perché la usiamo così spesso: “Abbi fiducia nel futuro”. “Abbi fiducia in me”. “Confida in te stesso”. “Confida nel Signore con tutto il tuo cuore” (Proverbi 3:5). Ma è veramente semplice la fiducia? Per definizione significa allentare il controllo di sé e affidarsi a qualcuno o a qualcosa, con la speranza di un risultato non definito.

Io, all’idea di fidarsi associo quella di perdita di autodeterminazione, uno dei più difficili passi da intraprendere, eppure la vita quotidiana richiede diversi atti di fiducia. I genitori affidano i loro bambini alla scuola. Gli automobilisti si fidano che gli altri rispettino le regole della guida. Gli scrittori delle meditazioni del Il Cenacolo sono fiduciosi che i lettori leggano e accolgano le loro testimonianze con cuore aperto.

La fiducia è un tema appropriato nel tempo di Quaresima. Numerose meditazioni di questo numero parlano di riporre maggiore fiducia in Dio, in tempi di tanta incertezza. Nel seguire Gesù nei 40 giorni che precedono la Pasqua, Gesù ci mostra che la fiducia in Dio non è assenza di domande, dubbi o timori. Gesù stesso esita, dicendo “Padre se Tu lo vuoi, allontana da me questo calice!” (Luca 22:42) e dalla croce grida a Dio: “Padre, perché mi hai abbandonato?” (Matteo 27:46). Eppure, malgrado dubbi e timori, Gesù rinuncia alla sua volontà e sceglie di affidare a Dio ogni passo del suo cammino.

Gesù invita anche noi a fare lo stesso. Avvicinandoci con fede verso la Pasqua, confidiamo in Gesù che ci ha preceduto e che ci guida verso la speranza della resurrezione e una nuova vita.

Lindsay L. Gray

Direttore Editoriale – The Upper Room

Domenica 8 marzo

Dalla perdita al guadagno

Leggiamo Apocalisse 21:1-4

[Dio] asciugherà ogni lacrima dai loro occhi e non ci sarà più la morte, né cordoglio, né grido, né dolore, perché le cose di prima sono passate.

Apocalisse 21:4

 

Gli ultimi due anni sono stati di tristezza e di perdita per la nostra famiglia. Mio padre è morto. Mia madre si è trasferita in una casa di riposo e io ho dovuto vendere la loro casa. Smistando le carte di papà, piangevo vedendo la sua calligrafia che da tanto precisa diventava sempre più incerta. Il mio cuore soffriva nel vedere gli addobbi natalizi che la mamma aveva confezionato con tanto amore. Nel giro di qualche settimana, una vita di ricordi era messa in scatoloni, riposta, condivisa o venduta. Camminando nella casa vuota, il senso di perdita mi travolse come un fiume in piena. Eppure da quelle stanze vuote mi venne la dolce rassicurazione di Gesù: “Nella casa del Padre mio ci sono molte dimore … io vado a prepararvi un luogo” (Giov. 14:2). Il peso sul mio cuore si alleggerì e ringraziai Dio che la nostra casa celeste è eterna. Noi – ed i nostri cari – possiamo gioire, sapendo che non ci saranno più né perdita, né pianto, né separazione.

PREGHIERA

Padre Celeste, ti ringraziamo per la tua consolazione nei tempi di tristezza. Aiutaci ad avere fiducia in Te e nel tuo amore che colma il nostro vuoto con la speranza della tua vita eterna. Amen.

Pensiero del Giorno

“Posso affrontare le perdite terrene con coraggio, sapendo che ho una casa eterna.”

 

Sandra Sullivan (Virginia Occidentale, Stati Uniti)

Gennaio-Febbraio 2020

Editoriale

Aggrapparsi alla speranza

La speranza non delude, perché l’amore di Dio è stato sparso nei nostri cuori mediante lo Spirito Santo che ci è stato dato.                 

Romani 5:5

L’anno nuovo rappresenta per molti un momento di speranza, l’occasione per una nuova ripartenza. Molto spesso, purtroppo, la speranza con la quale cominciamo l’anno nuovo svanisce più velocemente di quanto immaginiamo. Dopo la gioia della celebrazione del Natale, ricomincia la routine del lavoro, della vita di famiglia, dell’impegno nella comunità e della scuola.
Lo stesso vecchio schema riempie il nostro tempo e fa sbiadire la novità e la speranza riposta nell’anno nuovo. Questo non significa che la speranza viene meno del tutto. La fede in Dio ci chiama a vivere una vita di speranza e a essere noi stessi raggi di speranza per gli altri. La speranza che riponiamo in Dio è durevole come la speranza in un anno nuovo non sarà mai. La speranza in Dio significa consapevolezza dell’abbondanza, della misericordia e dell’amore di Dio. Questo ci impegna ad accettare questa speranza e a viverla giorno dopo giorno.

Su questo tema, gli scrittori delle nostre meditazioni ci forniscono un’idea di come trovare e nutrire la loro speranza in Dio, nei momenti difficili e in quelli lieti. Prego che queste storie siano d’incoraggiamento e ispirazione per tutti noi per trovare nuove pratiche e abitudini che ci mantengano radicati nell’amore di Dio e ci aiutino a divenire raggi di speranza per gli altri nell’anno che viene.

Lindsay Gray
Direttore Editoriale, The Upper Room

Sabato 15 febbraio

“Siamo proprio qui!”

Leggiamo: Deuteronomio 31:1-8

Il Signore, il tuo Dio, è Colui che cammina con te; Egli non ti lascerà e non ti abbandonerà.

Deuteronomio 31:6

Quando andiamo al mare con mia moglie e mia figlia, ci piace ammirare il tramonto. Una sera Vittoria, mia figlia, era seduta sulla sabbia, mentre mia moglie ed io sedevamo su una panchina, più indietro. Lei non aveva notato che fossimo là dietro. Sedevamo in silenzio, mentre il rossore del sole svaniva. Solo al calare del buio Vittoria si accorse della nostra assenza. Ci chiamò, spaventata. Quando le rispondemmo dalla panchina, disse: “Pensavo mi aveste lasciato!” Mia moglie rispose: “Siamo proprio qui, tranquilla; non ti lasceremmo mai!”. Questa conversazione mi ha fatto ricordare quante volte nella vita ci ritroviamo nell’oscurità, pensiamo di essere soli e abbiamo paura. Se chiamiamo Dio per ricevere aiuto, è rassicurante sapere che Egli risponde sempre: “Sono proprio qui; non ti lascerò mai”.

PREGHIERA

Dio Eterno, grazie per la tua fedeltà. Rafforza la nostra determinazione a non allontanarci da Te. Amen.

Pensiero Del Giorno

Dio mi dice in continuazione: “Sono proprio qui!”.

Jeff Wansley (Georgia, Stati Uniti)

Novembre-Dicembre 2019

Editoriale

Inizi e conclusioni

La vergine sarà incinta e partorirà un figlio, al quale sarà posto nome Emmanuele, che tradotto vuol dire: “Dio con noi”.

Matteo 1:23

L’Avvento è una stagione d’inizi e di conclusioni. Per me questa verità non è mai stata così presente o commovente come quest’anno. Mentre scrivo, sta per nascere il mio primo bambino. Non posso fare a meno di identificarmi con Maria e Giuseppe, anche loro neo genitori. Con la nascita di Gesù, devono aver provato la fine di una parte della vita e l’inizio di un’altra, con l’attesa del piccolo bambino.

Nella stalla di Betlemme, devono aver pensato con curiosità mista a timore come le loro vite sarebbero cambiate.
Il miracolo e la promessa dell’Avvento e del Natale sono che la nascita di Gesù non solo ha cambiato la vita e la realtà per i suoi genitori, ma per tutto il mondo.

Nell’entrare nella stagione dell’Avvento, quali cambiamenti ci aspettiamo? Nel dire addio a un anno e nel salutarne uno nuovo, la promessa di Dio per noi tramite la nascita di Cristo è di essere con noi attraverso ciascuna nostra fine e inizio.
Dobbiamo solo trovare spazio nei nostri cuori per Cristo bambino per farne la sua casa, ancora una volta.

Lindsay Gray
Direttore Editoriale, The Upper Room

Martedì 31 dicembre

Bellezza nella tempesta

Leggiamo: Salmo 29:1-11

E quegli uomini si meravigliavano e dicevano: “Che uomo è mai questo, che anche i venti e il mare gli ubbidiscono?”.

Matteo 8:27

Una mattina stavo pregando nella mia piccola chiesa. Guardando fuori dalla finestra vidi che il tempo stava cambiando: avanzava un fronte freddo, con nuvole nere e pesanti che spazzavano il cielo. Ero contento di essere al riparo, ma non potei fare a meno di osservare la bellezza della scena. Il mio pensiero è andato al Salmo 29, nel quale la gloria del Signore si rivela in mezzo alla tempesta. Altri passaggi della Scrittura parlano di Dio in mezzo a una tempesta. In Naum 1 il profeta tuona vendetta contro Nenie peccatrice. La tempesta è una metafora per descrivere la potenza del giudizio di Dio. Eppure proprio nel mezzo della furia c’è un versetto che sembra fuori luogo. Il versetto 7 dice: “Il Signore è buono, un solido sostegno nel giorno difficile; conosce chi crede in Lui”.

In ultimo, ho pensato a Gesù quando ha ordinato di calmarsi alla pioggia scrosciante, ai mari agitati e al vento rabbioso. Chi era intorno a Lui sbalordì: “Che tipo di uomo è mai questo?”. Quale che sia la forza della tempesta, Dio trionfa. Dio è sempre vicino a noi, è il nostro rifugio, la nostra fortezza e pace.

PREGHIERA

Grazie o Signore per essere accanto a noi nelle tempeste della vita. Amen.

Pensiero Del Giorno

Anche nella tempesta sono nelle braccia di Dio.

Rick Alexander (Virginia, Stati Uniti)

Settembre-Ottobre 2019

Editoriale

Attesa fiduciosA

Poi Dio si ricordò di Noè, di tutti gli animali e di tutto il bestiame che era con lui nell’arca. E Dio fece passare un vento sulla terra e le acque si calmarono.

Genesi 8:1

La storia di Noè e del diluvio è nota. Spesso l’ascolto raccontata come storia dell’ira di Dio verso l’umanità e come patto di Dio con Noè. Ma è anche una storia di attesa fiduciosa. Quando Noè segue l’ordine di Dio di costruire l’arca, non c’è segnale di pioggia. La gente intorno a lui crede che sia pazzo ma Noè persiste nel seguire con pazienza le istruzioni di Dio. Quando l’acqua sale, Noè, la sua famiglia e tutte le creature della terra entrano nell’arca. Hanno inizio quelli che devono essere stati giorni e notti terribili. La Scrittura non ci dice quello che Noè fa o pensa nell’attesa che la tempesta cessi e le acque si ritirino, ma sappiamo che “Noè fece tutto quello che Dio gli aveva ordinato” (Genesi 7:5). Noè segue la guida di Dio e Dio si ricorda di lui.

Attendere con fiducia è sempre un atto di speranza e fede in Dio. Numerosi autori in questo numero descrivono esperienze di attesa, di ricerca della guida di Dio e di fede costituite dalla speranza, dalla forza e dall’amore di Dio per noi. Queste storie di attesa fiduciosa mi rammentano che Dio manda altri per sostenerci nell’attesa e, più importante di tutto, che si ricorda di noi ed è con noi nell’attesa. Mentre siamo alla ricerca e in attesa di Dio nei prossimi mesi, prego che queste storie vi diano forza, speranza e occasione di essere più vicini al Signore.

Lindsay Gray
Direttore Editoriale, The Upper Room

Domenica 8 settembre

Contentezza

Leggiamo: Sofonia 3:14-20

[Il SIGNORE, il tuo Dio] … si rallegrerà con gran gioia per causa tua.

Sofonia 3:17

Quanto mi piaceva cullare i miei bimbi e nipotini! A mia figlia minore piaceva rannicchiarsi tra le mie braccia; con tutti i suoi problemi di salute, spesso si ammalava e cercava conforto. La avvolgevo nella sua coperta preferita, la cullavo e le cantavo sottovoce “Gesú mi ama”. Così si acquietava contenta.

Molti anni dopo, mi prendevo cura di mio nipotino, Nataniele, una sera a settimana. Dopo averlo cambiato e preparato il biberon della sera, lo avvolgevo in una coperta, lo cullavo, gli davo il biberon, e cantavo sottovoce “Gesú mi ama”. Si rilassava e si rannicchiava, contento e calmato dal canto di sua nonna.

Penso a queste due generazioni di bimbi ogni volta che leggo il versetto citato oggi. Dio ama ciascuno di noi piú di quanto io potrei mai amare i miei figli e nipoti. Sono sopraffatta al pensare quanto il Dio dell’universo si rallegra per causa mia.  Dio esulta per causa nostra e vuole che ci avviciniamo, ci rannicchiamo e troviamo consolazione in Lui.

PREGHIERA

O Dio, ti ringraziamo per amarci completamente. Aiutaci a ricordare quanto ci ami e desideri consolarci. Amen.

Pensiero Del Giorno

Posso sentirmi al sicuro nell’abbraccio consolante di Dio.

Carol Harrison (Saskatchewan, Canada)

Luglio-Agosto 2019

Editoriale

Pregare fiduciosi

Gesù pregò: “Venga il tuo regno, sia fatta la tua volontà, sulla terra come in cielo”.

Matteo 6:10

The Upper Room non pubblichiamo numeri a tema e non abbiamo un argomento specifico nella scelta di un gruppo di meditazioni da pubblicare. Semplicemente guardiamo alle storie, alle prospettive, ai contenuti che secondo noi possono aiutare meglio i nostri lettori a mettersi in relazione con Dio e ad approfondire la loro vita di fede. Eppure, tutte le volte, trovo un filo comune attraverso le storie dei nostri scrittori, che ci porta a una parola di Dio che va oltre ogni devozione. Questa volta il filo comune è: pregare fiduciosi. In questo numero gli scrittori condividono esperienze di malattia, di dolore, di disastri naturali, di incertezze. Numerose storie dicono che la preghiera è un mezzo per imparare a mettersi in relazione con Dio, ad ascoltare la guida di Dio, a fare affidamento sulla premura delle persone attorno a loro, e a trovare pace nei momenti difficili. Ogni autore invoca Dio fiducioso nella sua risposta. È spesso una tentazione credere che la preghiera sia uno scambio: “Se chiedo qualcosa con fede, Dio me la concederà”. Anche se talvolta succede di ricevere una risposta rapida e diretta, spesso non è così. Ma pregare come Gesù ci ha insegnato, che la volontà di Dio sia fatta, ci mette in comunicazione con Dio e aumenta la consapevolezza della sua opera nelle nostre vite. Se siamo attenti all’ascolto di Dio, siamo forse più attenti alle opportunità e alle benedizioni che ci riserva ogni giorno. Nel leggere questo numero, spero e prego che troviate nuovo stimolo a pregare e attraverso la preghiera a essere fiduciosi che Dio è all’opera nella vostra vita e nel mondo.

Lindsay Gray
Direttore Editoriale, The Upper Room

Domenica 7 luglio

Il tempo che rimane

Leggiamo: Efesini 5:15-17

Insegnaci dunque a contare bene i nostri giorni, per acquistare un cuore saggio.

Salmo 90:12

Da giovane, l’estate sembrava non terminare mai. Ora che ho superato 65 anni non è più così. Sono ben consapevole che il tempo passa ogni volta che mi esercito sulla cyclette in palestra. Il monitor mi dà ogni sorta d’informazioni, ma mi concentro solo su due: il tempo trascorso dall’inizio e quello che rimane alla fine dell’esercizio. Il brano odierno da Efesini mi rammenta di vivere saggiamente “impiegando al meglio il tempo che resta” (v.16). Quando penso al passato nella mia vita, so che non sono stato molto saggio. Forse è per questo che voglio concentrare il tempo che resta sulle cose che rispondono alla volontà di Dio. Come lo faccio? Tanto per cominciare, devo capire a fondo che il tempo è un batter d’occhio nel turbine della vita. Dio mi darà delle opportunità.  Ma se accampo scuse, perderò l’occasione per aiutare persone che hanno bisogno. D’ora in poi, invece di esitare, ascolterò Dio e mi darò da fare.

PREGHIERA

Padre celeste, aiutaci a usare il nostro tempo con saggezza per la tua opera. Amen.

Pensiero Del Giorno

Recupererò il tempo che Dio mi ha dato servendolo con passione e fedeltà.

William Avery Pike, Jr. (Virginia, Stati Uniti)

Maggio-Giugno 2019

Editoriale

Vivere come popolo della Pasqua

Questo Gesù, Dio lo ha risuscitato; di ciò noi tutti siamo testimoni.

Atti 2:32

Dopo la Pasqua sembra che la morte e la risurrezione di Gesù abbiano cambiato il mondo. Gesù è risorto! È apparso ai discepoli e lo Spirito Santo dimora in noi. Eppure il mondo ancora soffre violenze, conflitti, malattie e persecuzioni. I primi seguaci di Gesù hanno forse trovato più facile ripensare con gratitudine e ammirazione agli incredibili episodi della vita di Gesù Cristo, per poi muoversi verso direzioni meno impegnative rispetto a quelle alle quali Cristo li aveva chiamati.

A volte, siamo tentati di arrenderci, di sottrarci a un ordine poco chiaro, o a un compito arduo o alle spesso faticose opere di bene alle quali Dio ci ha chiamati. Ma come molti degli autori di questo numero ci ricordano, i momenti difficili ci danno l’occasione di sperimentare la presenza di Dio e di recuperare la nostra identità di amati figli suoi. Se crediamo con fermezza alla promessa di Dio di una nuova vita in Cristo e persistiamo nella preghiera e nel vivere fedelmente, con questo affermiamo la speranza di risurrezione che è conseguenza della Pasqua.

Vivere come popolo della Pasqua in mezzo alle sfide della vita quotidiana non è facile ma insieme, come corpo di Cristo, possiamo ricordare l’un l’altro la speranza e la gioia che Dio offre a ciascuno di noi. Nel percorrere insieme questa stagione, prego che le parole di difficoltà e d’incoraggiamento presenti in questo numero vi diano la forza di perseverare quando la vita si fa difficile e che le storie di gioia vi aiutino lungo il buon cammino reso possibile attraverso Gesù Cristo.

Lindsay Gray
Direttore Editoriale, The Upper Room

Venerdì 24 Maggio

Un lavoro che possiamo fare

Leggiamo: Luca 8:32-39

[Gesù disse] “Torna a casa tua e racconta le grandi cose che Dio ha fatto per te”. Ed Egli se ne andò per tutta la città proclamando le grandi cose che Dio aveva fatto per lui.

Luca 8:39

Un tempo m’inquietava l’idea di non saper fare quello che Dio si aspetta da me. Conoscevo la biografia di molti santi e sapevo di non essere alla loro altezza. Ho deciso di notare con attenzione le attese che aveva Gesù verso chi incontrava, le indicazioni che dava dopo aver guarito una persona. Al paralitico, calato dal tetto dagli amici, Gesù disse: “Alzati, prendi il tuo lettino e va a casa tua” (Luca 5:24). All’indemoniato di Gerasa disse di tornare a casa e raccontare le grandi cose che Dio aveva fatto per lui (Luca 8:39). Ai dieci lebbrosi: “Andate a mostrarvi ai sacerdoti” (Luca 17:14). Ai discepoli disse di prendere la propria croce e seguirlo. Ho capito che Gesù chiama tutti a prendere la propria croce e a seguirlo, ma non siamo chiamati a farlo tutti nello stesso modo. Forse posso iniziare aiutando e incoraggiando le persone ogni volta che si presenta l’occasione. La chiamata al servizio di Dio è personale, diversa per ognuno. Dobbiamo essere felici di poter aiutare chi ha bisogno; Dio ci aiuterà a svolgere il lavoro che ci ha chiamati a fare.

PREGHIERA

Padre, benedici chi ti serve in questo giorno. Amen.

Pensiero Del Giorno

Dio ama ciascuno di noi e ci affida compiti differenti.

Thad H. Carter (Texas, Stati Uniti)

Marzo-Aprile 2019

Editoriale

La luce dell’avvento

La luce splende nelle tenebre, e le tenebre non l’hanno sopraffatta.

Giovanni 1:5

Ogni anno all’inizio dell’Avvento mi piace fare l’albero di Natale e mettere le candele alle finestre. Quando scende la sera, le candele riempiono la casa di luce soffusa. Negli ultimi anni, dopo aver fatto l’albero di Natale, ho preso l’abitudine di alzarmi al mattino più presto del solito. Non accendo altre luci in casa, tranne quelle bianche e soffuse dell’albero e mi raggomitolo in poltrona, di solito con una tazza di the in mano e il gatto in grembo, per godere del chiarore delle luci nell’oscurità residua del primo mattino. Attendo impaziente ogni giorno questo momento e con il passare del tempo quest’abitudine è divenuta parte dell’attesa gioiosa della stagione dell’Avvento. Mentre Natale si avvicina, attendiamo la venuta di Cristo bambino, colui che rischiara l’oscurità di questo mondo doloroso con la speranza di giustizia e di pace. La promessa dell’Avvento, il nostro Salvatore che dimora in mezzo a noi, è facilmente oscurata dalle luccicanti trappole di Natale, ma la soffice luce diffusa delle candele alle mie finestre e le luci dell’albero nell’oscurità del mattino mi ricordano la quieta pace che abbiamo in Cristo nostro Salvatore. Che questa speranza possa essere presente per voi e per il nostro mondo in questo tempo di Avvento e nei giorni seguenti.

Lindsay Gray
Direttore Editoriale, The Upper Room

Giovedì 7 Marzo

Guardare avanti

Leggiamo: Filippesi 3:10-14

Dimenticando le cose che stanno dietro e protendendomi verso quelle che stanno davanti, corro verso la meta per ottenere il premio della celeste vocazione di Dio in Gesù Cristo.

Filippesi 3:13-14

A me e mio marito piace avere un orto ben curato. Ci dà soddisfazione mangiare tante verdure fresche e guardare le file delle piantine belle diritte e ordinate. Mio marito è camionista e per giorni sta lontano da casa. Pensando di rendermi utile, ho deciso di piantare i ravanelli. Sono salita sul trattore e l’ho messo in marcia. Mio marito mi aveva avvertito: “Quando metti giù le piantine, non devi mai guardare indietro. Se lo fai, lasci una “S” nella riga”. Nonostante il suo consiglio, guardai una volta sopra la mia spalla. È bastato. Arrivata alla fine della fila, mi voltai per esaminare il lavoro. Con mia grande costernazione, c’era una bella “S” di piantine capovolte e con le radici esposte. Come credenti siamo a volte tentati di guardare indietro e ci concentriamo troppo sui fallimenti passati, dimenticando che Gesù ha perdonato le nostre cadute. Paolo ci offre una via da seguire: puntare al premio che attende chi segue Gesù e imparare dal suo esempio. Piuttosto che danneggiare il nostro futuro percorso di vita guardando indietro, teniamo con fiducia gli occhi su Gesù, “autore e compitore della nostra fede” (Ebrei 12:2).

PREGHIERA

Aiutaci, o Signore, a non guardare ai fallimenti del passato e, invece, a tenere gli occhi aperti su Gesù e percorrere la via che Egli ha tracciato per i credenti. Amen.

Pensiero Del Giorno

Poiché Dio ha perdonato i miei peccati, guardo avanti con speranza.

Bobbie Roper (Florida, Stati Uniti)

Gennaio-Febbraio 2019

Editoriale

Verso la Resurrezione

Anche noi, dunque, poiché siamo circondati da una così grande schiera di testimoni…Considerate perciò Colui che ha sopportato una simile ostilità  …da parte dei peccatori , affinché non vi stanchiate perdendovi d’animo.

Ebrei 12:1-3

In tempo di Quaresima la chiesa dedica tempo alla preghiera, al digiuno e alla riflessione per crescere più vicina a Dio. Ogni anno riviviamo le tentazioni di Cristo nel deserto, le settimane finali del suo ministero terreno, sempre più vicino a Gerusalemme, l’ultima cena con i discepoli, e la sua morte sulla croce. Questa stagione ci ricorda l’umanità di Colui che ha scelto forma umana per la nostra salvezza. Con la Resurrezione celebriamo il rinnovamento della vita, la speranza, e la gioia che Dio, che ha mandato Cristo a vivere fra di noi, continua a operare fra di noi ogni nuovo giorno.

Nello spirito di riflessione proprio della Quaresima e dell’opera continua di Dio nel mondo, ho cercato nei nostri archivi. Mi stupiscono la visione, la fede, e il coraggio di coloro che hanno dato forma e si sono presi cura di questa opera nel corso dei decenni. In questo numero, The Upper Room inizia il suo 85° anno di pubblicazione, e di ministero. Per onorare la nostra storia e ricordando la visione che ci ha guidato, cominciamo mettendo in evidenza il contenuto di alcuni testi a partire dai primi numeri degli anni ‘30. Cercate la pagina “Dai nostri archivi”; spero che nel leggere questi estratti possiate avere una visione migliore della grande “nuvola di testimoni” che si sono dedicati a questa missione mondiale e siate incoraggiati e ispirati a perseverare nel vostro cammino di fede come membri di questa comunità.

Lindsay Gray Direttore Editoriale, The Upper Room

Giovedì 28 Febbraio

Seguire la guida di Dio

Leggiamo: Luca 2:1-7

Se il Signore non costruisce la casa, invano si affaticano i costruttori.

Salmo 127:1

Come presidente del Consiglio d’Amministrazione di Facoltà, ero in contatto con una giovane che voleva occuparsi della vendita all’asta per la raccolta fondi. Un mese prima dell’asta, annunciò di ritirarsi. Poi il volontario che avrebbe dovuto curare gli addobbi ebbe un’emergenza in famiglia e rinunciò. La settimana dell’asta, infine, il banditore diede forfait: ero molto demoralizzata. In preda al panico, ricordai la storia di Gedeone. Dio gli disse di ridurre l’esercito per mostrare agli Israeliti che era Lui che salvava il popolo. Gedeone ubbidì e sconfisse i Madianiti. Alla riunione del Consiglio capimmo che Dio ci parlava attraverso le nostre sfortune. Non occorreva un esercito: occorreva mettere tutto nelle mani di Dio e questo facemmo, pregando. Anche se il numero di prenotazioni per partecipare all’asta era minimo, eravamo certi che Dio avrebbe provveduto. Gli acquirenti furono assai meno dell’anno precedente, eppure gli incassi furono più del doppio. Se ascoltiamo Dio in preghiera e seguiamo la sua guida, Egli ci sosterrà.

PREGHIERA

Rammentaci, O Dio, che i nostri piani non hanno senso senza Te. Amen.

Pensiero Del Giorno

Quando eseguo il compito che il Signore ha stabilito per me, sono certa che Lui mi sostiene.

Bobbie Smith Bryant (Kentucky, Stati Uniti)

Novembre-Dicembre 2018

Editoriale

La luce dell’avvento

La luce splende nelle tenebre, e le tenebre non l’hanno sopraffatta.

Giovanni 1:5

Ogni anno all’inizio dell’Avvento mi piace fare l’albero di Natale e mettere le candele alle finestre. Quando scende la sera, le candele riempiono la casa di luce soffusa. Negli ultimi anni, dopo aver fatto l’albero di Natale, ho preso l’abitudine di alzarmi al mattino più presto del solito. Non accendo altre luci in casa, tranne quelle bianche e soffuse dell’albero e mi raggomitolo in poltrona, di solito con una tazza di the in mano e il gatto in grembo, per godere del chiarore delle luci nell’oscurità residua del primo mattino. Attendo impaziente ogni giorno questo momento e con il passare del tempo quest’abitudine è divenuta parte dell’attesa gioiosa della stagione dell’Avvento. Mentre Natale si avvicina, attendiamo la venuta di Cristo bambino, colui che rischiara l’oscurità di questo mondo doloroso con la speranza di giustizia e di pace. La promessa dell’Avvento, il nostro Salvatore che dimora in mezzo a noi, è facilmente oscurata dalle luccicanti trappole di Natale, ma la soffice luce diffusa delle candele alle mie finestre e le luci dell’albero nell’oscurità del mattino mi ricordano la quieta pace che abbiamo in Cristo nostro Salvatore. Che questa speranza possa essere presente per voi e per il nostro mondo in questo tempo di Avvento e nei giorni seguenti.

Lindsay Gray
Direttore Editoriale, The Upper Room

Martedì 25 Dicembre

Perfezione natalizia

Leggiamo: Luca 2:1-7

[Maria] diede alla luce il suo figlio primogenito, lo fasciò, e lo coricò in una mangiatoia, perché non c’era posto per loro nell’albergo.

Luca 2:7

Ogni anno aiuto riluttante ad addobbare con i miei figli l’albero di Natale di plastica, vecchio di dieci anni e storto. I fili argentati non lo avvolgono bene, alcune luci non funzionano, la stella è stata comprata in saldo. Come di solito il nostro albero natalizio è imperfetto. Eppure, ogni anno, guardandolo, penso a quanto doveva essere imperfetto quel primo Natale: le circostanze imperfette della gravidanza di Maria prima del matrimonio, il luogo imperfetto, una stalla, della nascita di Gesù e la culla imperfetta, una mangiatoia, in cui Maria lo
coricò. Anche il momento della nascita era imperfetto, durante un censimento. Se penso alla gioia perfetta dei miei figli nel preparare quest’albero di Natale, riconosco che il piano di Dio per l’arrivo di Gesù era perfetto. Il piano era donare Gesù Cristo a un popolo imperfetto. Anche quando continuiamo a sbagliare, guardiamo al nostro Padre celeste e ricordiamo l’amore perfetto che riversò per ognuno di noi in Cristo Gesù.

PREGHIERA

O Signore, fa’ che ricordiamo che le circostanze imperfette attraversate da Maria furono un dono di amore perfetto per il mondo. Ti ringraziamo per il dono di Gesù. Amen.

Pensiero Del Giorno

Anche se io sono imperfetta, l’amore di Dio per me non lo è.

Gabrielle Meisel (Michigan, Stati Uniti)

Settembre-Ottobre 2018

Editoriale

“Siamo chiamati”

Come buoni amministratori della svariata grazia di Dio, ciascuno, secondo il dono che ha ricevuto, lo metta a servizio degli altri.

1 Pietro 4:10

Secondo la tradizione della mia chiesa, durante il culto facciamo una preghiera di confessione per riconoscere i nostri limiti umani e riconciliarci con Dio. Una versione di questa preghiera inizia: “Dio misericordioso, confessiamo di aver peccato verso di te in pensieri, parole e opere, per quello che abbiamo fatto e per quello che abbiamo omesso di fare”.

Recitando quella preghiera, le parole”quello che abbiamo omesso di fare” mi pesano particolarmente. Certamente mi capita di usare modi che feriscono gli altri, ma di solito li ho presenti e cerco di porvi riparo. Ma le “cose che abbiamo omesso di fare” possono essere qualunque cosa. Forse ho omesso la mia pratica spirituale per alleggerire gli impegni settimanali, oppure ho ignorato un bisognoso perché mi disturbava il pensiero di avere a che fare con un estraneo. Oppure ho mancato, senza accorgermi, di sensibilità.

È importante che recitiamo questa preghiera come comunità. Come ci ricorda il versetto sopra citato, a ognuno sono stati dati doni spirituali diversi, e ciascuno è chiamato a servire in vari modi. Dio non chiama una sola persona a fare tutto, ma ci chiama come corpo di Cristo a usare i nostri doni per annunciare la grazia di Dio al mondo. Insieme possiamo fare tutto quello che Dio ha stabilito per noi.

In questo numero de IL Cenacolo, numerosi autori condividono la loro esperienza personale del fare e del non fare e riflettono su come usare i doni che Dio ha dato loro. Mentre leggete, v’invito a riflettere: Dio ci chiama a mettere i nostri i doni spirituali al servizio degli altri. Come rispondere alla chiamata?

Lindsay Gray
Direttore Editoriale, The Upper Room

Martedì 9 Ottobre

Un vento che ci spinge

Leggiamo: Romani 8:26-28

Infatti tutti quelli che sono guidati dallo Spirito di Dio, questi sono figli di Dio.

Romani 8:14

Augusta, in Australia, è un posto ottimo per gli appassionati di windsurf. La sua area ventosa è l’ideale per quest’attività sportiva che attira moltissime persone bene allenate ed equipaggiate. La zona permette di fare windsurf anche a 30 persone tutte insieme. Tutti si affidano allo stesso vento, ma ognuno segue la propria traiettoria e ha il proprio modo di affrontare le onde. Alcuni sono capaci di far volare le loro tavole manovrando le vele, sfiorando le onde e sfruttando le correnti del vento. Come cristiani, anche noi facciamo uso del vento – lo Spirito Santo – per spingerci lungo il sentiero di Dio. Lo Spirito ci dà forza per compiere ogni sorta di prodigi nel nome di Cristo. Talvolta però ci manca l’impegno o la volontà di essere spinti in una nuova direzione. Preferiremmo scegliere un percorso al riparo da forti venti o improvvisi colpi di scena. Ma quale gioia ci perdiamo scegliendo la via sicura, piuttosto che quella dello Spirito!

PREGHIERA

O Gesù, aiutaci a confidare in Dio, come Tu stesso hai fatto, così da essere pronti a far dirigere tutti i nostri passi dallo Spirito Santo. Amen.

Pensiero Del Giorno

Come obbedire alla guida dello Spirito Santo?

Meg Mangan (Nuovo Galles del Sud, Australia)

Luglio-Agosto 2018

Editoriale

“Tempo ordinario”

Gesù dice: “Io sono con voi tutti i giorni, sino alla fine dell’età presente”.

Matteo 28:20

Dopo il giorno di Pentecoste, il calendario liturgico cristiano entra nella stagione chiamata “Tempo Ordinario”che dura fino all’Avvento e occupa una grossa parte dell’anno liturgico. Il nome sembra appropriato perché in questo periodo non ci sono importanti eventi liturgici. Quando ero giovane pensavo che questo tempo fosse noioso. Non stavamo attendendo la nascita di Gesù o eravamo presi dai riti della Quaresima. Il “Tempo Ordinario” sembrava lungo, privo di eventi, per nulla entusiasmante. Ora che sono adulta, questa stagione ha per me un senso di confortevole familiarità. Contiene una promessa speciale: Dio è con noi, non solo nei grandi eventi o nelle celebrazioni importanti, ma anche nei momenti quotidiani. Le meditazioni di questo numero parlano di tranquillità e pace, ma anche delle sfide che provengono da un senso profondo della presenza di Dio nella vita di ogni giorno. Il tema: “Dio con noi” non è nuovo.
È un filo rosso che si snoda lungo tutta la Scrittura e compare in quasi ogni meditazione che leggo. Che Dio è con noi nei momenti più spirituali delle nostre vite e in quelli più terreni è un messaggio appropriato per la lunga stagione del Tempo Ordinario. Ascoltiamo e riascoltiamo che Dio è con noi oggi e sempre: questo rende importante anche il Tempo Ordinario.

Lindsay Gray
Direttore Editoriale, The Upper Room

Meditazione domenica 15 Luglio

Un amico che prega

Leggiamo: Filippesi 1:3-11

Ringrazio Dio … ricordandomi regolarmente di te nelle mie preghiere giorno e notte.

2 Timoteo 1:3

Uno dopo l’altro, ognuno dei nostri quattro bambini aveva contratto la varicella. Nello stesso tempo mia madre era in ospedale, operata per un tumore. Inoltre ero sola, perché mio marito era in trasferta per lavoro. Quando per la prima volta dopo due mesi sono tornata in chiesa, un’amica mi ha salutato con un grande abbraccio. “Che ti è successo?” ha esclamato.  “Ho pregato tanto per te!”. Per tutto quel tempo aveva sentito l’urgenza di pregare per me. Sapevo che le sue preghiere avevano aiutato la mia famiglia a superare quel periodo difficile. È preziosa un’amica che ci vuole così bene da pregare incessantemente per noi! Mi sono ricordata le parole di Paolo a Timoteo, quando gli dice che si ricorda di lui e prega costantemente per lui. Tutti conosciamo qualcuno che ha bisogno di preghiere: un amico che combatte una malattia, o ha un figlio con particolari problemi. Ricordando tutti quelli che devono affrontare delle prove, preghiamo che trovino pace e forza per andare avanti.

PREGHIERA

O Signore, aiutaci ad amarci di più fra noi e a pregare l’uno per l’altro. Amen.

Pensiero Del Giorno

Oggi pregherò per un amico.

Mae Greenleaf (Florida, Stati Uniti)

Maggio-Giugno 2018

Editoriale

In attesa dello spirito

Avverrà negli ultimi giorni -dice Dio- che io spanderò il mio Spirito sopra ogni persona; i vostri figli e le vostre figlie profetizzeranno…

Atti 2:17

Nel giorno di Pentecoste i discepoli di Gesù e la folla furono testimoni di uno dei momenti più importanti nella Scrittura. Udirono il suono di un vento furioso e videro lingue di fuoco posarsi sul capo di ognuno. Tutti cominciarono a parlare e benché provenissero da culture e paesi differenti, ciascuno di loro udiva gli altri parlare nella propria lingua madre. Lo Spirito Santo era fra loro, unendo stranieri e rivelando la potenza di Dio. La vita Cristiana è raramente così drammatica. Nella mia esperienza vivere una vita di fede spesso significa pregare quando non ho parole adeguate, servire gli altri con atti di compassione che sembrano troppo piccoli perché facciano una vera differenza, cercare di comprendere i punti di vista e le convinzioni degli altri pur rimanendo fermi nei propri. Benché sappia e creda che Dio sia all’opera nel mondo, anche per mezzo della mia vita, a volte desidero ardentemente la certezza dei drammatici eventi descritti in Atti 2. Le meditazioni di questo numero de “Il Cenacolo” mi ricordano che la fedeltà non ha bisogno di essere marcata da segnali straordinari. Invece, i nostri scrittori ci raccontano storie di normali pratiche spirituali che ci chiamano a una relazione più profonda con Dio. Le loro storie ci parlano di amici e familiari che hanno condiviso la loro fede con noi formando così le nostre vite, del dono della comunità in momenti difficili, della forza della preghiera e della Scrittura. Queste storie, come quella di Pentecoste, ci rassicurano che non siamo soli. Se siamo attenti al mondo che ci circonda possiamo percepire lo Spirito all’opera fra noi, che ci mette in comunicazione con Dio e con le tante persone di fede nel mondo. Mentre celebriamo Pentecoste, spero che vi uniate a me nella ricerca di tutti i modi in cui lo Spirito si muove nella vostra vita e nella vostra comunità.

Lindsay Gray
Direttore Editoriale, The Upper Room

Meditazione venerdì 18 Maggio

Pasqua

Leggiamo: Luca 15:11-21

Venga il tuo regno; sia fatta la tua volontà, come in cielo, anche in terra.

Matteo 6:10

Durante l’infanzia, con mia madre passavo spesso davanti all’espositore di dolci di un supermercato. Ogni volta le chiedevo di comprarmi un enorme dolciume da passeggio. Dopo numerosi rifiuti una volta la mamma ha ceduto. All’inizio ero entusiasta poi, col passare del tempo, mi sono stancata di tenere in mano il bastoncino con il suo pesante carico. Se l’avessi appoggiato si sarebbe sporcato e avrei dovuto buttarlo via. Ho imparato che non sempre è una buona cosa ottenere ciò che si desidera. La Bibbia ci presenta dei personaggi che vogliono qualcosa che poi non si è rivelata positiva. Per esempio il figliol prodigo vuole la sua parte di eredità prima della morte del padre, ma la sperpera ritrovandosi povero e affamato. Mi sono chiesta perché il padre abbia accettato di anticipargli l’eredità, forse voleva dargli la stessa lezione di mia madre comprandomi quel grande e ingombrante dolciume. Anche Gesù sembra volerci dare lo stesso insegnamento. Ho imparato che è importante concludere le mie preghiere con “Sia fatta la tua volontà”: Dio sa che cosa è meglio per me.

PREGHIERA

O Signore, grazie perché ti prendi cura di noi al punto da dire “No”. Amen.

Pensiero Del Giorno

Dio mi ama tanto da dirmi “No” e guidarmi in un’altra direzione.

Mary Hunt (Nuovo Messico)

Marzo-Aprile 2018

Editoriale

Verso la Resurrezione

Chi vorrà salvare la sua vita, la perderà; ma chi perderà la sua vita per causa mia e del vangelo, La salverà.

Marco 8:11

Mentre leggiamo questo numero de Il Cenacolo ci muoviamo anche con Gesù verso la croce, la tomba, la tomba vuota e la sua apparizione ai discepoli in “quella – fra gli altri posti – stanza di sopra” (il cenacolo). Nel leggere le Scritture di questo periodo ci attendono trionfo, sconfitta, vita, morte, incertezza, disperazione, conforto: proveremo un largo insieme di emozioni umane. Nel vostro quotidiano momento con Dio (insieme a milioni di altri cristiani) con le pagine dei prossimi due mesi, condividerete le esperienze dei nostri autori: storie di trionfi, ricordi di sconfitte, incertezze e disperazione, momenti di ansie e di conforto. Tutte cose che Gesù e quelli intorno a lui, hanno provato nei giorni prima e dopo Pasqua. Naturalmente è la Pasqua che è importante per noi. Non fosse per Pasqua e per le promesse che porta con sé, i nostri successi e i nostri momenti più belli suonerebbero vuoti e superare le difficoltà sembrerebbe impossibile. Unendoci in questa comunità di preghiera e di riflessione, mettiamo insieme le nostre storie e ci incoraggiamo a vicenda, avvicinandoci sempre più a Dio, alla luce della resurrezione.
Noi di Upper Room in questo tempo di Quaresima mettiamo rinnovate energie e impegno per la diffusione del vangelo nel mondo, per mezzo delle pagine di questa piccola pubblicazione. Grazie per leggerci. Siamo grati per le vostre preghiere e il vostro incoraggiamento.

Pete Velander
Direttore Esecutivo, Upper Room Publishing

Meditazione Domenica 1 Aprile

Pasqua

Leggiamo: Filippesi 3:7-11

Non temete, Io sono il primo e l’ultimo, e il vivente. Ero morto, ma ecco sono vivo per i secoli!

Apocalisse 1:18

Mi piace sedere nel retro della mia veranda e guardare il lago. Quando splende il sole, l’acqua scintilla e sembra danzare nella luce. Quella mattina di Pasqua la nebbia aveva coperto il lago di uno spesso lenzuolo grigio. Quando il sole si è alzato e ha riscaldato l’aria, la nebbia si è dissolta e il lago è divenuto di nuovo scintillante. Il calore del sole aveva vinto sulla spessa nebbia. Ho pensato che questo fosse adatto alla mattina di resurrezione. Gesù è risorto per darci vita, la nebbia del peccato è stata spazzata via dalle nostre vite e siamo in grado di vedere Gesù in tutta la sua gloria. E poiché Gesù vive in noi, portiamo luce agli altri. L’oscurità del peccato e della morte è stata sconfitta nel momento che la pietra tombale è rotolata via il mattino di Pasqua. Proprio come la nebbia non ha vinto il calore del sole nascente, peccato e morte non hanno forza per superare l’amore e la salvezza di Dio per mezzo di Cristo.  Cristo è risorto! Sia lode a Dio!

PREGHIERA

Grazie, Dio onnipotente, per la speranza che la Pasqua rappresenta per tutti noi. Aiutaci a condividerla con gli altri. Nel nome di Gesù Cristo il Risorto. Amen.

Pensiero Del Giorno

La resurrezione di Gesù è speranza per il mondo.

Linda Fasking (Kentucky, Stati Uniti)

Gennaio-Febbraio 2018

Editoriale

Molte parti, un solo corpo

Come il corpo è uno e ha molte membra, e tutte le membra del corpo, benché siano molte, formano un solo corpo, così è anche di Cristo.

1 Corinzi 12:12

Dall’altra parte della mia scrivania c’è uno scaffale con scatole ordinate sui ripiani, ciascuna con etichette come Hindi, Italiano, Giapponese, Portoghese. Non è una vista straordinaria ma guardandola vedo il mondo. Nello scaffale tengo copie d’archivio delle edizioni in varie lingue di Upper Room, la nostra guida per le devozioni quotidiane. Chi pubblica in Africa, Asia e Europa mi invia copia di ogni numero stampato. Alcune copie arrivano incartate in un giornale o in stoffa cucita a formare una busta, gli angoli sigillati da cera rossa. Nel ricevere le copie, penso alle numerose persone all’opera in questo lavoro, alle molte mani che toccano questo “libricino”. Penso alle persone in tutto il mondo che condividono le loro storie di fede scrivendole e inviandole per la pubblicazione. Penso al gruppo editoriale di Nashville, Tennessee, che si occupa del manoscritto di ciascuna edizione internazionale. Penso ai gruppi editoriali in tutto il mondo, fra i quali molti volontari, che stano traducendo e elaborando le varie edizioni. Penso ai grafici, agli impaginatori, agli stampatori e a chi distribuisce le copie per posta o consegnandole a mano, a piedi, o in motocicletta a chiese, ospedali, scuole, prigioni e abitazioni di abbonati in più di 100 paesi. Penso ai milioni di lettori che passano tempo con Dio in preghiera con la guida delle pagine di The Upper Room. Siamo veramente molte membra e un solo corpo! Insieme, offrendo preghiere in molte lingue, serviamo Dio con diversità di talenti e preghiamo con varietà di espressioni. La mia speranza è che leggendo The Upper Room (in italiano: Il Cenacolo) siamo benedetti e trasformiamo le nostre pluralità nell’unità di popolo di fede!

Tia Runion
Manager, International Ministries
The Upper Room

Meditazione Lunedì 1 Gennaio

Un nuovo inizio

Leggiamo: Salmo 139:7-18

Io ti celebrerò, perché sono stato fatto in modo stupendo.

Meravigliose sono le tue opere, e l’anima mia lo sa molto bene.

Salmo 139:14

È giunto il momento, sono pronta a iniziare un nuovo anno. Ho gli stessi propositi dell’anno passato: fare più esercizio, dormire di più, mangiare cibi sani, lavorare di più quando è necessario e di meno quando è possibile. Sì, quest’anno farò questi cambiamenti per migliorare la mia vita! Ma invece di pensare avanti troppo in fretta, ho deciso di dedicare un po’ di tempo a rivedere l’anno passato e celebrare i miei risultati. Ho avuto grossi problemi e delusioni, ma ce l’ho fatta e sono cresciuta attraverso le difficoltà. Naturalmente posso sempre migliorare, e ogni anno mi propongo di fare di più. So che sono figlia di Dio, che mi ama incondizionatamente. Niente di quello che faccio può aumentare o diminuire il suo amore per me. Allora, mentre aspetto con gioia l’inizio del nuovo anno, sono piena di speranza, aspettative e propositi.
E guardandomi indietro, celebro la mia vita e tutto quello che mi è capitato, sapendo che Dio è stato sempre con me.

PREGHIERA

O Dio, aiutaci a ricordare che siamo tuoi figli e che possiamo trasmettere il tuo amore agli altri. Amen.

Pensiero del giorno

L’amore di Dio mi aiuta a celebrare la vita con gratitudine.

Andrea Woronick (Connecticut, Stati Uniti)

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