La spiritualità dei bambini al centro del seminario promosso dalla Conferenza europea sull’educazione cristiana

Il 22 aprile scorso si è svolto il seminario online dal titolo “Le sorgenti della speranza” promosso dalla Conferenza europea sull’educazione cristiana (ECCE), un’organizzazione ecumenica europea nata all’inizio degli anni Settanta che promuove l’incontro di coloro che si occupano dell’educazione alla fede e principalmente di scuola domenicale e catechismo. La conferenza si tiene ogni tre anni in uno dei paesi europei compresa la Gran Bretagna (l’ultima è stata nel 2019 in Germania a Berlino). Quest’anno, a causa del COVID, non è stato possibile convocare una conferenza in presenza, pertanto il gruppo direttivo ha organizzato un evento online in preparazione della conferenza del 2023 che si terrà in Ungheria. Buona è stata la partecipazione con diverse provenienze raggruppate per aree geografiche dell’Europa. Da parte italiana hanno partecipato tre pastori della Chiesa valdese che fanno parte del Gruppo di lavoro sul catechismo, incaricato di preparare del materiale per la catechesi, e una anche del Servizio Istruzione ed Educazione (SIE) della Federazione delle chiese evangeliche in Italia.

Il tema scelto intendeva avviare un confronto su come trasmettere la speranza alle giovani generazioni, soprattutto in questo tempo di pandemia e di crisi ecologica, attraverso gli strumenti dell’educazione cristiana. Nonostante il poco tempo a disposizione, il seminario è stato una buona opportunità di unirsi in preghiera, di parlare in piccoli gruppi internazionali e suddivisi per aree regionali, di guardare un video in cui i bambini raccontavano le loro speranze, di riflettere a partire dall’intervento della dottoressa Florence Auvergne-Abric, insegnante di teatro e di filosofia per bambini e autrice di libri per l’infanzia (les théopopettes).

In particolare, la dottoressa Auvergne-Abric ha invitato a riflettere sul fatto che, nonostante i bambini e i ragazzi siano predisposti alla speranza nel loro processo di apprendimento e di crescita secondo l’affermazione che «il miracolo della speranza è accettare ciò che deve venire, accettarlo qualunque cosa accada», recenti sondaggi mostrano che sempre più bambini soffrono di depressione. Da una parte, questo è dovuto all’aumentare dei discorsi allarmistici sull’ambiente e sul carico di responsabilità riposto sui più giovani per salvare il pianeta, una sorta di «eco-ansietà» (termine coniato dal filosofo australiano Glenn Albrech); dall’altra parte la pandemia ha confermato, se non aumentato, la loro ansietà.

Secondo Auvergne-Abric, le chiese e tutti gli operatori nel campo dell’educazione cristiana possono contribuire nel promuovere la resilienza all’ansietà e alla depressione, coltivando la spiritualità dei bambini nel corso dell’evoluzione dei loro bisogni primari (qui il riferimento è alla piramide dei bisogni primari dello psicologo statunitense Abraham Maslow), attraverso due figure di riferimento: quella del caregiver che si prende cura dei bambini trasmettendo sicurezza e fiducia in Dio e in se stessi e quella del narratore che trasmette le storie della Bibbia e altre storie, quali modelli di apprendimento e serbatoi di esperienze capaci di generare possibilità di resilienza.

Verso la fine del seminario il gruppo dei partecipanti dei Paesi latini, di cui anche noi facciamo parte, si è riproposto di darsi appuntamento ad un altro incontro entro il 2021 per avere un momento di scambio e collaborazione sui progetti già messi in campo nella catechesi e nell’educazione alla fede. Sicuramente sarà una buona opportunità per il piccolo Gruppo di lavoro sul catechismo e per il SIE di arricchire i propri orizzonti.

Articolo di: Marcello Salvaggio

Tratto da www.chiesavaldese.org

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