Consultazione 2026 – Velletri 29-31 maggio

di Maria Teresa Florio

Dal Preambolo del Patto d’Integrazione

1 – (riconoscimenti metodisti) Le chiese e la conferenza metodiste si riconoscono nelle caratteristiche del movimento e delle chiese valdesi quali le attestano la loro storia e la collocazione nella testimonianza protestante in Italia.

2 – (riconoscimenti valdesi) Le chiese e il sinodo valdesi si riconoscono nella testimonianza all’Evangelo resa in Italia dalle chiese metodiste e, con gratitudine al Signore, ricevono il loro contributo di esperienza, di pensiero e di impegno evangelistico.

La Consultazione, momento d’incontro per potersi scambiare esperienze, confrontarsi, elaborare idee e rendere reale la citazione del Patto. La Consultazione, anno dopo anno si è arricchita di presenze e nello stesso tempo, con formule diverse, si è cercato di stimolarne la partecipazione.

Occorre ricordare che la Consultazione è aperta, non ci sono deputati né voti o atti da approvare, tutti i partecipanti sono liberi di esprimere i propri pensieri e proporre. L’OPCEMI presenta in questa occasione il proprio operato, ricevendo a sua volta stimoli e indicazioni per il lavoro da affrontare l’anno successivo.

Lo svolgimento e il clima fraterno

Anche quest’anno sorelle e fratelli hanno affrontato i disagi di uno sciopero dei mezzi di trasporto, ma non è venuta a mancare la partecipazione, il Centro Ecumene ha potuto accogliere sempre al meglio tutti. Non sono mancati ospiti, dalla Tavola alla CSD e la presenza Battista. Ogni anno si riscontra una presenza diversa di pastori valdesi in servizio presso le chiese metodiste.

Nonostante i temi affrontati fossero complessi e impegnativi, fin dalla serata di venerdì, quando sono iniziati i lavori, il confronto si è sviluppato con grande partecipazione e in un clima sorprendentemente sereno, aperto e condiviso.

“E Festo disse ad alta voce: Paolo, tu sei fuori di senno” — Atti 26,24

Il versetto che ci ha accompagnato ha stimolato e reso vivace il dibattito, essere fuori di senno o meglio ancora, come dice Wesley in un suo sermone “Tu sei fuori di te”, è parlare ad un mondo che cammina in una direzione opposta a quello che è l’insegnamento di Cristo, parlare e insegnare amore, giustizia, pace è come vivere solo con te stesso e non essere parte della società.

Un momento della consultazione metodista 2026

Uno sguardo internazionale: la testimonianza dal Nord Africa

Il Comitato Permanente nella propria relazione racconta sui rapporti internazionali con le chiese metodiste. Gli incontri sono sempre più frequenti tanto che il presidente è stato invitato alla XVIII seduta ordinaria del Sinodo della Chiesa dell’India del Nord (21-23/10/2025), lo scambio di esperienze sono di reciproco aiuto. La Consultazione quest’anno ha ricordato ai partecipanti il respiro internazionale del metodismo e ha aperto gli occhi in particolare sui rapporti con chiese, come quelle del bacino del Mediterraneo, su cui spesso non ci soffermiamo.

Da qualche anno la consultazione metodista dedica momenti specifici all’estero; esperienze molto interessanti. Quest’anno abbiamo avuto la testimonianza di due pastori metodisti che vivono nel Nord Africa. I pastori hanno offerto una narrazione molto profonda, raccontandoci come vivono la testimonianza dell’Evangelo in un Paese a maggioranza musulmana, dove i cristiani sono sottoposti a controlli e spesso subiscono discriminazioni e vessazioni. La testimonianza dei due pastori, Tunisia e Algeria, ha scosso l’assemblea. Nonostante si vive in un clima di tensione, ci raccontano che quando incontrano qualcuno, anche quando le circostanze sono difficili, la loro risposta è “Labess” (va tutto bene) , questo perché: “La cosa più bella è che Dio è con noi”.

In Algeria, particolarmente, tutto è più complicato: le chiese evangeliche e protestanti sono state chiuse, molti pastori sono stati convocati, interrogati e condannati. Molti credenti vivono sotto pressione semplicemente perché si riuniscono per pregare o studiare la Bibbia. Le famiglie e soprattutto i bambini, vivono in modo isolato, se cristiani, ma nonostante le condanne, con molto coraggio e cautela, si continuano ad organizzare riunioni di preghiera e incontrare le donne per leggere la bibbia e pregare con loro intorno ad un caffè.

Nel raccontare ci trasmettono ancora un messaggio, nella prova, dicono: le chiese imparano ad essere ancora più unite; pregano ancora di più l’una per le altre. Scoprono che la vera chiesa non è un edificio ma un popolo raccolto intorno a Gesù Cristo.

“Noi siamo tribolati in ogni maniera, ma non ridotti all’estremo; perplessi, ma non disperati” — 2 Corinzi 4,8

Ascoltare queste esperienze ha suscitato nei partecipanti una profonda riflessione e una rinnovata consapevolezza del privilegio di vivere in un Paese dove la libertà di culto è garantita. La conoscenza di realtà così diverse dalle nostre ha risvegliato nei cuori dei presenti un forte senso di responsabilità e di solidarietà.

Interculturalità, ricerca e memoria diaconale

I lavori hanno affrontato questioni di grande attualità, dalla crisi della democrazia alle migrazioni, fino al ruolo delle chiese nello spazio pubblico. Molto interessante è stata anche la presentazione di LINFA (Laboratorio interculturale di formazione e accoglienza) promosso dalla FCEI, dedicato al percorso: “Essere Chiesa Insieme” (ECI).

Significativo anche il contributo di Roberta Giamaica Mannara, che ha presentato una ricerca dedicata alla missione metodista in Ghana e al modo in cui essa si intreccia con le tradizioni culturali locali, mostrando come queste diverse dimensioni possano dialogare e convivere all’interno dell’esperienza ecclesiale. La ricerca ha, inoltre, posto una particolare attenzione alle relazioni con la Chiesa metodista del Ghana.

In un momento storico in cui molte comunità metodiste italiane si stanno aprendo sempre più all’accoglienza di credenti provenienti da contesti africani, soprattutto ghanesi, è stato particolarmente prezioso approfondire aspetti della loro cultura, della loro spiritualità e del loro vissuto ecclesiale. Questi contributi hanno offerto importanti strumenti di comprensione per cogliere sia le opportunità sia le sfide che accompagnano la costruzione di comunità interculturali e la condivisione degli spazi di culto all’interno delle nostre chiese.

La Consultazione è stata l’occasione per conoscere meglio i progetti e le collaborazioni promossi dal CDM che, grazie anche ad un metodo interdisciplinare, valorizzano aspetti diversi delle tante storie ed esperienze che contribuiscono alla global history.

L’ultimo giorno è stato presentato un documentario dedicato alla realtà della diaconia metodista del Mezzogiorno. Rivedere alcune delle pagine più belle della nostra storia diaconale non è stato soltanto un esercizio di memoria, ma una vera fonte di ispirazione per il futuro. È stato un richiamo a ciò che di più autentico e prezioso il metodismo italiano ha saputo expressione nel servizio alle persone e alle comunità.

Verso il futuro con fiducia: il messaggio di Mirella Scorsonelli

La consultazione si è conclusa lasciando nei partecipanti un senso di speranza e di fiducia. I temi affrontati avrebbero potuto generare preoccupazioni o divisioni; al contrario, sono stati condivisi con spirito costruttivo. Ci si è interrogati sul futuro delle nostre chiese e della nostra opera diaconale senza nostalgia per ciò che non siamo più, ma con la serenità di riconoscere ciò che siamo oggi e le possibilità che abbiamo davanti.

La presenza di Mirella Scorsonelli ha lasciato in tutti una profonda commozione e a tale proposito da lei abbiamo avuto questo messaggio:

«Come ho detto nel saluto la consultazione di quest’anno è stata una delle migliori sia per gli argomenti trattati che per il clima di partecipazione; forse più che una consultazione si è trattato di una rivisitazione di momenti salienti del nostro vissuto; personalmente ho ripercorso buona parte della mia vita. La consultazione è comunque un intenso momento di vita comunitaria fatta di nuovi e vecchi incontri; ho registrato negli ultimi anni una partecipazione giovanile e straniera più attenta e partecipata.»


Una descrizione dettagliata la si può leggere dall’articolo di Paolo Naso apparso su NEV:
Consultazione metodista: “La ricchezza della presenza metodista in Italia e nel mondo”